Skip to main content

Full text of "Bollettini ECN Milano"

See other formats


Cronache dal Movimento 



Roma 7 \ 10 \ 91 

FINANZIARIA? NO E NEMMENO GRAZIE 


’L' europa può' fare a mano di 
noi, siamo noi che non possiamo 
fare a mano dell' europa* 

Con questo messaggio trasmesso 
a reti unificate il 1 Ottobre, sua 
maestà' Giulio Andreottt ha cerca- 
to di convincere il popolo italiano 
della giustezza della Finanziaria 
'92. Il primo Gennaio '93 data di 
avvio del Mercato Unico Europeo 
e’ alle porte la competitivita* sul 
mercato estero delle aziende Ita- 
liane scricchiola, il bilancio dello 
stato e’ un colabrodo ( 400 miliardi 
debito ai giorno ), occorre fare 
sacrifici per stare in serie A; per- 
ciò’ bisogna subito trovare 61.000 
miliardi per mantenere il deficit 
pubblico. 

MA CHI PAGA? 

Ovviamente I lavoratori dipenden- 
ti, i pensionati, i disoccupati, con la 
diminuzione del salario reale e 
delle pensioni, I* aumento di tic- 
kets, contributi, tariffe e prezzi, il 
taglio dei servizi sociali. 

MANI IN ALTO E* UNA RAPINAI 


SANITÀ’ le ricette passano da 
1500 lire a 3000 lire; i tikets sui 
farmaci dal 40 al 60%. Il limite 
massimo per la partecipazione alla 
spesa dei cittadini passa da 

40.000 a 56.000 lire. Per le analisi 
il ticket arriva al 50% (attualmente 


e'al 30%), ma sopratutto da Gen- 
naio viene eliminato il tetto 
massimo di spesa (oggi e’ di 

80.000 lire); ad esemplo per un 
esame di risonanza magnetica 
(costo 700.000 lire) I' utente sera* 
costretto a pagare 350.000 lire. Si 
calcola che mediamente ogni 
famiglia pagherà’ 250.000 lire all’ 
anno in piu’ per la salute. Ancora; 
verranno chiusi posti letto ospeda- 
lieri utilizzati al di sotto del 75%; le 
Regioni, che non riusciranno a far 
fronte alla spesa sanitaria potran- 
no introdurre nuove tasse ed ulte- 
riori tickets, oppure costringeranno 
i cittadini all* assistenza indiretta. 

PREVIDENZA I contributi pen- 
sionistici versati dai lavoratori di- 
pendenti, già’ aumentati in aprile 
dello 0,25%, aumenteranno anco- 
ra dello 0,9%, cioè’ di 9000 lire 
mensili per ogni milione di stipen- 
dio, per una pensione, che, sec- 
ondo la futura Controriforma del 
ministro Marini, sera’ drasti- 
camente ridotta e che forse potre- 
mo percepire solo sull' orlo della 
fossa. 

PUBBLICO IMPIEGO I contratti 
sono scaduti il 31/12/90. Il gov- 
erno ha stabilito un tetto invali- 
cabile agli aumenti salariali; essi 
non potranno essere superiori alla 
cosiddetta inflazione programmata 
(+ 4,5% nel ’92, + 3,5% nel *93), 
che e’ sempre sottostimata di al- 
meno un 2% rispetto a quella 


reale ; secondo questa linea i di- 
pendenti pubblici dovrebbero 
avere a regime (cioè’ a fine ’93) 

156.000 lire lorde (poco piu* di 

100.000 lire nette) in piu’ in busta 
paga, comprensive di aumenti ta- 
bellari, scatti di anzianità’ e scala 
mobile. SI tratta di una vera e pro- 
pria diminuzione del salario reale, 
che, senza dubbio, la Confindus- 
tria estenderà’ al settore privato. 
Inoltre si profila il blocco della as- 
sunzioni nelle amministrazioni 
pubbliche e la privatizzazione del 
rapporto di lavoro. 

PRIVATIZZAZIONE II governo 
per decreto vuole incassare al piu’ 
presto 15.000 miliardi, trasforman- 
do gli enti pubblici economici in 
società’ per azioni, cedendo le 
quote di maggioranza al privati. 
Nel mirino sono oggi ; ENEL, ENI, 
ed EFIM. Ma nel frattempo i privati 
hanno messo solide radici anche 
nella sanità’, ferrovie, università' e 
scuola. Ne deriveranno aumenti 
delletariffeetagli occupazionali. 

FISCO Di fronte a 270.000 miliar- 
di di reddito esentasse, prodotti 
nello scorso anno * dai soliti noti* 
(commercianti, imprenditori, pro- 
fessionisti, etc.) che avrebbero po- 
tuto garantire un gettito fiscale di 
almeno 70.000 miliardi, il governo 
decide di varare il condono totale 
agli evasori, che dovrebbe con- 
sentire allo Stato di incassare in 
via del tutto ipotetica, 12.000 mil- 



iardi. i lavoratori dipendenti e i 
pensionati, cui le tasse vengono 
trattenute alla fonte sono serviti. 

PIOVE SUL BAGNATO 

La finanziaria non e’ pero’ un ful- 
mine a elei sereno. Nelle fabbriche 
(ENICHEM, MONTECATINI, FIAT, 
OLIVETTI...) vanno avanti a tutto 
spiano ristrutturazioni, cassa inte- 
grazione, licenziamenti. Nel Pub- 
blico Impiego e nei servizi Gov- 
erno e Sindacato hanno drasti- 
camente compresso il diritto di 
sciopero, incombe la ripresa della 
trattativa tra padroni, Governo e 
Sindacati sulla riforma del salarlo 
con I' obiettivo di eliminare scala 
mobile e scatti di anzianità', ta- 
gliare le pensioni e aumentare I' 
età' pensionabile, cancellare la 
contrattazione articolata. 

BASSA DEMAGOGIA E MA- 
NOVRE ELETTORALI 

Di fronte a tale attacco padronal- 
governativo che fa scempio di red- 
dito, diritti e occupazione dei lavor- 
atori, i sindacati che hanno da 


tempo sposato ie sorti dell’ azien- 
da Italia, fingono di indignarsi e 
convocano uno sciopero generale 
di 4 ore su obiettivi in buona parte 
simili a quelli della Confindustria, 
tenendo a precisare che non in- 
tendono far cadere il Governo; 
pronti, magari, a revocarlo per 
qualche trascurabile aggiustamen- 
to della finanziaria. Intanto, sul 
fronte partitico, mentre la DC pare 
disposta a far quadrato attorno a 
Andreotti, il PSI da qualche tempo 
si e' scoperto amico dei pensionati 
(sono tanti), perche' sente odore 
di elezioni e strizza I’ occhio al 
PDS, che , dal canto suo, pro- 
mette fuoco e fiamme, ma e' irre- 
sistibilmente attratto dalla nuova 
edizione dello pseudo patto tra 
produttori con Romiti e soci. 

LOTTIAMO 

AUTORGANIZZATI 

Se la confindustria ci bastona e il 
governo ci rapina, sindacati e par- 
titi dell' opposizione di sua maestà’ 


fanno da palo. Per questo i lavora- 
tori possono contare solo sulla 
propia capacita’ di autorganizza- 
zione e sui oro naturali alleati: 
pensionati, disocccupati, studenti. 
Occorre fin da subito mobilitarsi 
perche' la finanziaria sia ritirata. 
Costruiamo nelle aziende e nei 
territori iniziative di lotta e scioperi, 
che sappiamo legare ai bisogni 
concreti di ogni categoria o posto 
di lavoro le rivendicazioni generali 
che ci accumano tutti: ROTTURA 
DEL BLOCCO SALARIALE 
DIFESA DEGLI AUTOMATISMI 
SALARIALI AGGANCIO DELLE 
PENSIONI Al SALARI SALARIO 
SOCIALE Al DISOCCUPATI 
RIDUZIONE DELL' ORARIO DI 
LAVORO AMPLIAMENTO DELL' 
OCCUPAZIONE 

Per organizzare le prime risposte 
di lotta contro la finanziaria: MER- 
COLEDÌ 9 OTTOBRE ORE 17.30 
SCIENZE POLITICHE UNIVERSI- 
TÀ' LA SAPIENZA ASSEMBLEA 
CITTADINA COMITATO POLITI- 
CO ENEL LAVORATORI AUTOR- 
GANIZZATI 



Roma 19\10\91 

APPELLO DEGLI STUDENTESSE DELL’ATENEO DI ROMA 


Siamo quella generazione che non si e' rassegnata, siamo la Pantera che ruggiva rabbiosa e 
orgogliosa di essere libera nelle Università' occupate di tutta Italia. Da quei primi mesi del '90 
molte cose sono cambiate, come se il tempo avesse voluto definitivamente cancellare valori e 
idee formatesi e sviluppatesi all'Inizio di questo secolo. 

Le trasformazioni politiche e sociali si sono tramutate, in brevissimo tempo, infatti già' storicizzati. 
La televisione e il bombardamento continuo della tecnologia massmedianica velocizzano i 
processi, rendendoli eventi apparentemente impenetrabili allo scrutare dell'Intelligenza umana. 


Eppur qualcosasi muove! E' la nostra ostinazione di voler capire e interpretare gli stravolgimenti 
epocali che hanno mutato i comportamenti e i linguaggi della comunicazione. Quella comunica- 
zione rossa ramificata che, partendo dalla grande fabbrica, attraversava i quartieri dormitorio 
operai, giungendo agli studenti si e' via via consumata nelle ristrutturazioni tecnologiche che II 
grande capitale ha impresso nel tessuto produttivo. 

Il venir meno della centralità’ della fabbrica e il mutare conseguente della funzionalità’, a quel 
tessuto produttivo, di citta' e quartieri, impedisce la nascita di un nuovo linguaggio e l’agire della 
solidarietà’ e dell'uguaglianza. La guerra, la militarizzazione dei conflitti, il disprezzo per le 
diversità’ rappresentano le nuove forme del dominio nell’economia mondo. 


Guardiamoci bene nel giudicare gli individui, a partire dall'immagine che ci forniscono di se stessi; 
nazionalismi, razzismi, guerre sotto egida dell’ONU, sono rappresentazioni ideologiche che 
nascondono la materialità' di conflitti di interesse e sono naturale conseguenza del Nuovo 
Disordine Mondiale. 


Accettiamo con consapevolezza la sfida che questa realta’ ci impone, a cominciare dal nostro 
agire nell’università’, nei quartieri, nei posti di lavoro. 


Il 4 Ottobre, il ministero degli Interni e l’ufficio politico della DIGOS di Roma utilizzano una 
squadracciadi neofascisti nella facolta' di Giurisprudenza contro gli studenti del movimento. Gli 
agenti tollerano, fin dalla mattina, 15 squadristi che, armati di tutto punto, avrebbero dovuto 
costringere il movimento studentesco a ritirarsi dagli spazi democraticamente conquistati 
nell'Universita'con le occupazioni. 


MA NOI SIAMO QUII 


Vogliamo lanciare un appello alla Roma democratica e antifascista, affinché’, in concomitanza 
dellafirmade! nuovo patto Atlantico, che vedrà' in questa citta’ riuniti, il 6\7\8 Novembre, i capi di 
governo deil'Europa e degli USA, si costruisca una settimana di mobilitazione dal 4 al 10 
Novembre. 


La nostra ambizione e’ che nelle facolta’, nei centri sociali, e in tutta la citta’ si preparino seminari 
e dibattiti contro la NATO, le Gladio, i razzismi e i nazionalismi. 


VENERDÌ’ 8 NOVEMBRE CONVOCHIAMO PER LE ORE 15 A PIAZZA ESEDRA UN CORTEO 

PACIFICO CHE ATTRAVERSANDO LE VIE DI QUESTA CITTA' COMUNICHI A TUTTI I 
CITTADINI CHE, CONTRO IL GOVERNO DEI TAGLI ALLA SPESA PUBBLICA E DELLE 
NUOVE POLITICHE MILITARISTE, E’ POSSIBILE COSTRUIRE NUOVI PERCORSI DI LIB- 
ERAZIONE 


GLI STUDENTI E LE STUDENTESSE IN LOTTA DELL’UNIVERSITÀ’ DI ROMA 



ROMA 

NOTE Al MARGINI DELL’ATTACCO SQUADRISTICO 
CONTRO IL MOVIMENTO 


Nazionalismi e neo nazismi, le 
parole chiavi che permettono ai 
neofascisti I 1 abibilita’ politica di 
cui stanno godendo nell’ univer- 
sità'. La leggittimazione ideologi- 
ca di questa presenza e' avallata 
dal dibattito dei mass-media 
sulla fine del comuniSmo e dal 
rigurgito della barbarie dei na- 
zionalismi e dell 'ondada xenofo- 
ba che sta attraversando I’ 
Europa. Il 4 ottobre, l’aattacco 
che la destra ha portato contro 
quel tessuto politico che va dal 
centri sociali alle sparute forme 
autorganizatedei lavoratori, alla 
presenza del movimento anta- 
gonista universitario, rappresen- 
ta ancora la memoria e la 
potenzialità' dello scontro so- 
ciale degli anni '60 e 70 e quello 
auspicabile degli anni ’90. Nella 
giornata del 4 si e’ consumato il 
tentativo provocatorio che il min- 
istero degli interni, con l’utilizzo 
della manovalanza nera, ha in- 
nescato contro la presenza 
nell'università’ dei compagni e 
delle compagne. 

Quello che e' in gioco, con l'aval- 
lo della Digos, e dopo la riunione 
a Trevi di tutti i ministri degli in- 
terni europei, e’ di eliminare 
nell’Europa del 93 qualsiasi 
presenza sociale e politica che 
lavori ancora per la liberazione 
sociale dallo sfruttamento, dalle 
guerre, dall' oppressione. La sto- 


ria si ripete tragicamente come 
farsa e allora come già' nel '68 
quando le squadracce capeg- 
giate da Almirante attaccarono il 
movimento studentesco, anche 
oggi gli stupidi strumenti in mano 
al potere come la 'Legione 
Universitaria" e il FdG vengono 
usati dallo statro contro quei set- 
tori politici che rivendicano a 
pieno titolo la pratica e la 
necessita’ delia emancipazione 
dell'uomo e della donna contro 
l'attuale modello di sviluppo. 
Digos, Ministero degli interni, 
commissario Calabria nella gior- 
nata del 4 ottobre hanno scom- 
messo sulle squadracce nere 
affinché' il movimento studente- 
sco fosse costretto a ritirarsi 
dagli spazi dedmocratici e politici 
che haconnquistato con le occu- 
pazioni del 90 e che non intende 
perdere. Come spiegare al- 
trimenti il fatto che la polizia 
abbiatollerato la presenza arma- 
ta delle squadracce fascite nella 
facolta' di Giurisprudenza dalla 
mattina del 4 ottobre, e che non 
sia intervenuta tempestivamente 
nell’evltare che i neofasciisti ag- 
gredissero gli studenti e le 
studentesse del movimento? 

La posta in gioco e' alta, anche il 
rettore Tecce si lamtentava sul 
Messaggero del fatto che, non- 
stante la sconfitta di fase del mo- 
vimneto studentesco sulla 


riforma Ruberti, oggi le imprese 
non si sentono tutelate nel finan- 
ziare una università’ preda dei 
movimenti contestatari studente- 
schi. Esigenze di mercato, e le 
decisioni del ministero degli in- 
terni hanno aperto la caccia al 
solito stereotipo dell’autonomo. 
La volontà’ politica del ministero 
degli interni e dell'universita'-im- 
presa non e’ l’eliminazione 
dall’università’ del solito 'autono- 
mo bruto e coglione 1 ma le 
potenzialità' che nonostante il 
crollo dei socialismi reali si possa 
sviluppare nuovamente un mo- 
vimento di massa che critichi 
con i valori dell’intemazionalis- 
mo e dell’uguaglianza l’assetto 
dominante di potere che opprime 
ad Est e a Ovest milioni di indivi- 
dui. 

Nella facolta' di Giurisprudenza, 
come vent'anni fa, i fascisti trova- 
no l’humus e l’agibilità' politica 
per infiltrarsi nei movimenti e de- 
cretarne la disgregazione. In 
questa facolta’ la presenza di un 
corpo baronale retrivo e reazion- 
ario, parallelamente ad una com- 
posizione strudedntesca agiata 
e d'elite, facilita il propagarsi 
dell’ideologia razzista e naziona- 
lista. Un razzismo fine ed intellet- 
tuale che si e' evoluto in quel 
razzismo differenziale di cui i gio- 
vanotti di Rauti si fregiano abil- 
mente ed ipocritamenbte 



agitandolo di fronte agli studenti. 
Dal pensiero razzista, biologico e 
dell’olocausto che ha caratteriz- 
zato l’ideologia di destra dagli 
anni ’20 a quelli ’60-’70, al neo- 
razzismo attuale dalla presunta 
accettazione delie differenze cul- 
turali ed etniche delle popolazio- 
ni, risolvendo gli attriti e i conflitti 
interetnici nei rispettivi paesi di 
origine di ciascuna comunità' di 
uomini e donne. Dietro all’evolu- 
zione del moderno razzisnmo si 
nasconde la solita e becera idea 
di nazione, l’idea evoliana della 
dicotomia tra la sfera dell'essere 
(riservata agli eroi-capi) e quella 
del fare (riconducibile allasuddi- 
tanza di medievale memoria). 

Niente di nuovo sul fronte oc- 
cidentale, neorazzismo e na- 
zionalismo rappresentano i 
pilastri ideologici dietro i quali i 
nazionalisti fascisti nascondono 
le vere contraddizioni che muo- 
vono l’esistente. Rapporto Nord- 
Sud del pianeta, un’economia 
mondo che vede un centro piani- 
ficare e praticare i modelli di svi- 
luppo, e una periferia costretta a 
subirli in nome degli interessi di 
classe che le borghesie impon- 
gono a tutto il pianeta.Gli anni 
che caratterizzano io scorcio di 
quasto fine secolo saranno ri- 
cordati dalle generazioni come 


quelli che attraverso il rigurgito 
dei nazionalismi, dei razzismi e 
dei neoautoritarismi hanno im- 
posto livelli piu' alti di oppress- 
ione e di guerra su tutti noi. 

Il nuovo "disordine mondiale" sta 
precipitosamente cercando un 
equilibrio imperialistico sui capi- 
saldi dell’ideologia falsificante 
dei nazionalismi, dei razzismi dei 
militarismi per nascondere volut- 
imele ai milioni di affamati e dis- 
graziati le reali cntraddizioni che 
permetono a pochi individui di 
detenere le redini dello sviluppo 
capitalistico contro milioni di in- 
dividui che lo subiscono. I fascisti 
croati, i nazionalisti serbi promet- 
tono a tutti noi ulteriori disgrazie 
e miserie; da parte nostra 
l’esigenza di àscontrarci contro 
questa barbarie: solo la lotta per 
il diritto alla casa, al lavoro, 
all’istruzione gratuita, contro le 
spese militari, contro i padroni 
che accumulano risorse intellet- 
tuali e scientifiche per l’accumu- 
lazione capitalistica possono 
costituire l’inizio di una nupova 
epoca fondata sulla solidarietà’ e 
su un mondo senza frontiere. 

Come compagni e compagne 
militanti del movimento studen- 
tesco, dei centri sociali, delle oc- 
cupazioni delle case, avvertiamo 


Digos, padroni, fascisti, razzisti e 
nazionalisti che, pur essendo 
pienamente coscienti della pros- 
pettiva di guerra e di violenza che 
ci prospettate, stiamo lavorando 
piu' di quanto voi immaginiate 
per l'inversione di tendenza, ci 
prepariamo alla resistenza, co- 
struendo l'offensiva affinché' 
l’amicizioa tra i popoli, l’opposi- 
zione alle spese militari, il diritto 
all’esistenza contro la vostra bar- 
barie faccia sventolare quella 
bandiera rossa sinonimo di soli- 
darietà’, di uguaglianza e di anti 
militarismo. 


4-10 NOVEMBRE SETTIMANA 
Di LOTTA CITTADINA CON- 
TRO LA NATO, I NAZIONALI- 
SMI, I RAZZISMI, I FASCISMI. 
COSTRUIAMO IN TUTTE LE 
FACOLTÀ’ LE ASSEMBLEE DI 
LOTTA E DI DIBATTITO. 
8 NOVEMBRE CORTEO A 
ROMA ANTI NATO E ANTIFA- 
SCISTA. 

PREPARIAMO LA RESISTEN- 
ZA COSTRUENDO DA SUBITO 
L’OFFENSIVA ANTICAPITA- 
LISTICA. 


Collettivi comunisti univ. 
"Rosa Luxemburg" 



Roma, 17/10/91 

DOCUMENTO DI RIFONDANONE COMUNISTA 

All’attenzione di Radio Onda Rossa 

Oggetto: invito all’assemblea di Venerdì’ 25/1 0/91 


In questi ultimi tempi si e' molto 
discusso della possibilità' della 
concessione della grazia a R. Cur- 
do. 

Non vogliamo entrare nel merito 
della polemica che oppone i 
massimi vertici dello stato, certo, il 
dibattito sugli 'anni 70' e’ ques- 
tione quanto mai spinosa e com- 
plessa perche’ presuppone una 
analisi storica seria e meditata e 
una assunzione di precise respon- 
sabilità' politiche da parte di tutti i 
soggetti ed i protagonisti interes- 
sati. 

Non si tratta di discutere in termini 
umanitari della sorte di alcune 
centinaia di detenuti o di quelli tra 
loro che non sono imputati di reati 
di sangue, il vero ed autentico 
nodo difficile da digerire per tutti, 
sopratutto per la sinistra, e’ l'esi- 
stenza di "detenuti politici" nelle 
carceri del nostro paese e di nu- 
merosi "latitanti" fuggiti all’estero, 
come conseguenza ed epilogo 
giudiziario di un conflitto politico e 
sociale che aveva come oggetto 
"Il nodo del potere", ovvero 
la trasformazione ed il rivoluzio- 
namento in senso Socialista della 
nostra società’. 


Tutto il "popolo comunista", da 
quello egemonizzato dal PCI a 
quello piu' composito ed eteroge- 
neo delle agitazioni e delle mani- 
festazioni sindacali per finire al- 
l’estrema sinistra, si e’ mosso 
nella prospettiva del cambiamento 
e della trasformazione, "per un 
diverso governo alla guida del 
paese" e questo era il senso degli 
slogans che si gridavano nelle mi- 
gliaia di manifestazioni che at- 
traversavano e riempivano le pi- 
azze in quegli anni. 

DalP'E’ ORA, E’ ORA IL PCI 
DEVE GOVERNARE" al piu' es- 
tremista "POTERE OPERAIO", 
strategie e percorsi diversi si sono 
scontrati nel magma di una lotta 
di classe dura e che spesso ha 
anche assunto un carattere violen- 
to, sopratutto nel clima incande- 
scente delle vertenze sindacali di 
Fabbrica. 


Sarebbe difficile per chiunque ne- 
gare che la gran parte delle mi- 
gliaia e migliaia di delegati e di 
quadri che poi andranno a costi- 
tuire lo statuto del rinnovato "sin- 
dacato dei consigli", hanno fatto 


‘scuola di sindacalismo" durante i 
cortei interni, nelle spazzolate a 
capi e crumiri, negli scioperi sel- 
vaggi, nei blocchi stradali, nei pic- 
chetti, tutte forme di lotta da sem- 
pre patrimonio storico del Mov. 
Operaio in tutto il Mondo ma che 
certo non possono essere catalo- 
gate come ‘non violente" e "paci- 
fiche". 

Cosi’ come sarebbe ben difficile 
negare che nella base del PCI, 
fino alla fine degli anni '60 si 
sono coltivate speranze ed illusio- 
ni rivoluzionarie, velleitarie quanto 
si vuole, ma pur sempre consist- 
enti, tali comunque da alimentare 
in migliaia di militanti il mito della 
"Rivoluzione tradita". 

In quegli anni la lotta di classe 
cresceva impetuosa ed innarest- 
abile in tutto II mondo, dalla lotta di 
popolo del Vietnam alla rivolu- 
zione culturale in Cina non pareva 
certo che ci fosse alcuno spazio 
per il riformismo. 


E come potersi scordare che la 
storia del nostro Paese, dal dopo 
guerra ad oggi, e’ storia di stragi, 



di tentati golpe, di servizi deviati, 
per finire a Gladio vero e proprio 
attentato alla costituzione e alla 
sovranità' del nostro Paese? 

Perche' meravigliarsi se con ques- 
ti presupposti storici ed ideologici, 
politici e sociali, un'intera genera- 
zione e' cresciuta credendo nella 
lotta di classe, anche nelle sue 
forme piu’ violente, nella piu’ pura 
tradizione Marxista rivoluzionarla, 
spinta a queste scelte anche dalla 
crescente social democratizza- 
zione del PCI che prima fu inca- 
pace di dialettizarsi con i nuovi 
movimenti sorti nel '68 e nel '69 e 
poi successivamente, ad esempio 
nel 77, bollava come •fascisti" e 
'provocatori' migliaia e migliaia di 
giovani colpevoli soltanto di aver 
difeso "il propio diritto di parola' di 
fronte all'aggressione del servizio 
d' ordine di Lama all' università'. 

E’ troppo facile esultare per la fine 
dello Stalinismo in URSS quando 
fior di Stalinisti 'nostrani' siedono 
indisturbati a Botteghe Oscure o 
nei vertici della CGIL, credendo di 
rifarsi il trucco come se loro non 
provenissero da una certa storia o 
non avessero costruito le loro 
'miserabili' fortune negli anni del- 
l'emergenza contro II terrorismo, 
criminalizzando ogni forma di dis- 
senso e soffocando sul nascere 
ogni critica che veniva loro rivolta 
nelle assemblee operaie, nelle 
scuole, nei quartieri, persino nelle 
loro stesse sezioni. 

Anche noi abbiamo da rimuovere 
'bei culi di pietra* che esultano 
raggianti per la "fine del ComuniS- 
mo', perche' comunisti, cari signo- 
ri delie Botteghe Oscure, non lo 
eravate datempo! ! ! I ! 

Non abbiamo mai sentito, da parte 
vostra, una se pur minima auto- 
critica rispetto alla 'sciagurata po- 
litica del compromesso storico e 
della solidarietà' Nazionale' che 
stritolarono il Mov, Operaio nella 
morsa 'soffocante' del consocia- 
tivlsmo con il regime democristia- 
no in crisi. 

Come dimenticare la svolta sinda- 


cale dell’ EUR e la “resa" indeco- 
rosa dell’intera sinistra di fronte ai 
cancelli della FIAT, la sigla di 
quell'accordo che segno' l'inizio 
dell'offensiva capitalista degli anni 
'80? 

Per questo occorre riflettere a 
fondo sul fenomeno del “terrori- 
smo di sinistra* o della 'lotta arma- 
ta* a secondo di come lo si voglia 
definire, bisogna capirne la reale 
portata e dimensione, le profonde 
ragioni politiche e sociali. 

A poco serve liquidare ed esorciz- 
zare la questione come fa la sinis- 
tra proponendo, tra l'altro, un peri- 
coloso e forviante parallelo storico 
con l'amnistia concessa ai fascisti 
nell' immediato dopo guerra. 

Nessun comunista serio o demo- 
cratico conseguente può' accet- 
tare questo modo di ragionare; i 
fascisti sono da sempre al servizio 
della reazione, terrorismo "orga- 
nizzato* contro il Mov. Operaio, 
l'azione delle BR, al contrario, si e’ 
sviluppata all'Interno delle lotte e 
dei movimenti di quegli anni anche 
se la loro scelta si e' rivelata folle" 
ed ha avuto conseguenze dram- 
matiche per tutto il Mov. Operaio e 

per I’ intera sinistra. 

D'altra parte gli oltre diecimila gio- 
vani inquisiti per banda armata di- 
mostrano che la crescita diffusa 
nel paese di vaste aree di mal 
contento e di delusioni nei con- 
fronti della politica del PCI, ha 
contribuito, non poco, ad ingros- 
sare le file del terrorismo. 

Di queste cose vorremmo dis- 
cuterne nella sinistra e tra le forze 
democratiche, di una reale 'solu- 
zione' al problema della carcera- 
zione 'politica', non possono es- 
sere soltanto i Curdo, i Gallinari 
etc., a pagare con il carcere non 
solo le proprie scelte ma anche gli 
errori e le ambiguità' dell'intera 
sinistra, 

Occorre essere molto chiari in 
questo propositol!! Non ci interes- 
sa affatto II superamento della 
legislazione d’emergenza da in- 


tendersi come pacificazione so- 
ciale e fine del conflitto ! ! ! 

Non dimentichiamo, certo, che mi- 
lioni di lavoratori, nel nostro 
paese, sono privi di ogni piu' 
elementare diritto sindacale e che 
il Mov. Operaio e' ormai sistemati- 
camente 'scippato' del mandato 
conferito alle oraganizzazioni sin- 
dacali per difendere le propie con- 
dizioni di lavoro. 

Cosi’ come milioni di giovani nei 
Sud del paese sono abbandonati, 
senza alcuna prospettiva di lavoro, 
alla barbarie del sistema mafioso 
e democristiano. 

E che dire dell’accoglienza 'nazi- 
sta' riservata agli immigrati, Sene- 
galesi o Albanesi che siano? 

Non vogliamo mettere alcuna pie- 
tra sul passato, non ci pare proprio 
il caso, dal momento che stragisti 
e golpisti continuano a girare in- 
disturnbati per il nostro paese, 
come dimostrano il rogo al Corto 
Circuito e l’omicidio del giovane 
Auro o la misteriosa ' uno bianca ' 
che continua a seminare terrore 
tra passanti, nomadi ed extraco- 
munitari. 


ASSEMBLEA DIBATTITO 

VENERDÌ' 25 OTTOBRE ORE 
17.00 ALL’AULA MAGNA DELL'U- 
NIVERSITÀ' VALDESE VIA 
P.COSSA, 40 (P.zza Cavour): 

"ANNI '70, LEQQI DI EMERGEN- 
ZA, DETENZIONE POLITICA 
TRA PRIMA E SECONDA RE- 
PUBBLICA" 

Promosso da alcuni compagni dei 
seguenti circoli di RIF. COMUNIS- 
TA: Ostiense, T.B. Monaca, Ostia, 
Monti, Trastevere. 

Sono invitati: N. Vendola, G. Russo 
Spena, (Relatori) - Radio Citta’ 
Aperta, Radio Onda Rossa, i Cen- 
tri Sociali, il Manifesto, Alcatraz, 
Politica e Classe, Avvocati e famil- 
iari, Servizio legale popolare, Re- 
sistenza Continua, i Circoli di Ri- 
fondazione Comunista 



ROMA 13 OTTOBRE 1991 

ABBIAMO OCCUPATO I!! 


Stiamo attraversando una fase in cui la vita nei nostri quartieri si fa sempre piu’ difficile ed 
insostenibile.il degrado e l’abbandono di strutture che potrebbero essere utilizzate a fini sociali 
e culturali, i disservizi che caratterizzano strutture come ospedali (dove per esempio il tiket da 
pagare e' ormai alle stelle, una visita specialistica richiede mesi di attesa per essere effettuata 
e l'assistenza ai malati di AIDS, in gran numero soprattutto quelli in fase terminale, non e’ 
adeguata), le poste e il trasporto pubblico (con file interminabili agli sportelli e attese lunghissime 
alle fermate degli autobus), l’emarginazione con il conseguente dilagare del fenomeno della 
droga, la disoccupazione, con la stragrande maggioranza dei giovani di estrazione popolare 
costretta a lavori saltuari in condizioni di super-sfruttamento, il problema della casa con 
centinaia di famiglie per strada, hanno reso invivibili i nostri quartieri. 

Stanchi di questasituazione un gruppo di abitanti del quartiere, costituito da lavoratori, disoccupati 
estudenti hanno occupato I locali abbandonati di via Belluzzo (angolo via Cucchini), il 12ottobre 
1991 con l’ intenzione di dare vita ad un centro polivalente per attività’ sociali e culturali ad uso 
dei giovani, degli anziani, dei bambini e di chiunque voglia ridare forza all’ attività’ del nostro 
quartiere. 

Con questo gesto vogliamo inoltre dare una prima e significativa risposta a quella elite di 
privilegiati che, grazie alle prevaricazioni e alle angherie nei confonti della maggioranza della 
popolazione dei nostri quartieri, accresce sempre piu’ i già’ lauti profitti, favorendo cosi’ il 
permanere e raggravarsi dei problemi sopra citati. 

Sicuri della bontà’ della nostra iniziativa, invitiamo tutte le forze democratiche e progressiste a 
sostenerci con la propria presenza e partecipazione attiva. 

COMITATO DI OCCUPAZIONE PORTUENSE 


Roma 4\1 0\91 

COMUNICATO DI SOLIDARIETÀ’ 

DI RIFONDANONE COMUNISTA DELLA SEZIONE OSTIENSE 


Rifondazione Comunista della sezione Ostiense esprime solidarietà’ ai compagni universitari per 
il progetto politico e pratico, che vogliono portare avanti contro l’ infiltrazione dei fascisti ali’ interno 
dell* università ’, a cominciare dai fatti di questa mattina, 4 \ 1 0, e ribadiamo la nostra denuncia 
di bloccare i vecchi e ì nuovi movimenti che rappresentano in ogni caso la stessa pratica e politica 
che quest'anno a portato alla morte del giovane Auro Bruni. Rifondazione Comunista della sezione 
di Ostiense come tutti i compagni di Rifondazione di Roma saranno presenti con i compagni dell' 
università’ in ogni azione tesa a bloccare la instaurazione di gruppi neofascisti all’ università’ e 
nella citta’. 


Questa lotta dovrà' appunto toccare ogni situazione in movimento, gli universitari con la lotta fatta 
contro le privatizzazioni fino alla lotta contro la istauratone della II Repubblica in Italia, quindi 
spostare la nostra voce nelle piazze e nei quartieri. 


RIFONDANONE COMUNISTA SEZIONE OSTIENSE 



Roma 15\10\91 

COMUNICATO DELL’ ASSEMBLEA DI LOTTA DELLO STABILE 
OCCUPATO DI VIA BELLUZZO 


Nella serata del 15 Ottobre si e’ svolta l'assemblea di lotta degli occupanti con gli abitanti del 
quartiere Portuense e con i rappresentanti circoscrizionali, 

La gente contestando le dichiarazioni lasciate dai rappresentanti circoscrizionali, forti di questo 
ennesima presa in giro e non presa posizione riguardo alla struttura occupata Sabato 1 2 Ottobre 
per richiedere l'apertura. 

Chiama tutte le strutture in lotta per gli spazi sociali e culturali nei quartieri popolari a portare 
solidarietà’ nei locati, che si trovano in via Belluzzo angolo via Cucchini. 

Inoltre, invita tutte le strutture e i proletari a partecipare insieme agli occupanti ed abitanti al 
consigliocircoscrizionaleche si terra’ il giorno 17 Ottobre alle ore 17.30 nella sede di via Montalcini 
(Villa Bonelli). 

Fin da ora dichiariamo che non accettiamo nessun tipo di azione repressiva e provocatoria da 
parte delle istituzioni nei confronti di questa lotta di massa, che difenderemo fino in fondo le nostre 
ragioni e i nostri bisogni sociali nei quartiere. 


COMITATO D’ OCCUPAZIONE PORTUENSE 


Roma 15\10\91 

COSTRUIAMO L’ OPPOSIZIONE ALLE SPESE MILITARI 

li movimento studentesco Romano ha lanciato una settimana di mobilitazione e riflessione 
antifascista e anti nato dal 4 Novembre al 10 Novembre. 

Tale settimana vuole comunicare all' altra citta’ ( quella dei centri sociali, delle forze politiche, dei 
circoli e dei comitati di quartiere ) I’ esigenza di costruire insieme la battaglia contro le spese 
militari e iniziare un progetto di coordinamento cittadino contro l’ attacco che il governo attraverso 
la finanziaria vuole sferrare nei confronti delle condizioni di vita di milioni di lavoratori di donne di 
disoccupati. 

A tal fine invitiamo tutti a partecipare Giovedì' 17 ore 17.00 aula XII di Se. Politiche alla riunione 
cittadina di preparazione della settimana di lotta. 

COORDINAMENTO CITTADINO DELLA ROMA DEMOCRATICA E ANTIFASCISTA 
MOVIMENTO DEGLI STUDENTI 



17/10/91 BOLOGNA 


CARICHE E ARRESTI 


Questa mattina era programmato lo sgombero di tre case occupate in via Niccolo’ dell'Arca. I 
compagni del Comitato Occupanti e senza casa avevano perciò’ indetto un picchetto antisgom- 
bero per le 7 del mattino. 

Alle 6 e 30 sono arrivati dieci cellulari e alcune camionette, carabinieri e polizia: in quel momento, 
oltre ai 5 occupanti, erano presentì 7 compagni ed immediatamente sono iniziate provocazioni e 
pestaggi ripetuti che si sono conclusi con il fermo di due dei compagni e lo sgombero delle 
abitazioni. 

Successivamente all'arrivo degli altri del comitato sono partite cariche violente e dopo l’incendio 
di alcuni cassonetti sono stati fermati altri tre partecipanti all’iniziativa. A questo punto veniva 
convocato un concentramento in piazza maggiore e di qui circa cinquanta compagni occupavano 
l’ufficio dell’assessore (alla casa) Sassi con l’intentodi tenere una conferenza stampa. Nei corso 
di quest’occupazione si avevanonuove provocazioni da parte di vigili e dell’assessore stesso. 
Dopo un violento tentativo di liberare l’ufficio I compagni si barricavano all'Interno dello stesso 
con due vigili, l'assessore e tre impiegati. 

Dopo circa venti minuti con l’arrivo dei giornalisti si teneva la conferenza stampa. Nel frattempo 
il comune era stato presidiato da unospropositato schieramento di forze debordine" che 
obbligavano i compagni all'attraversamento delle cosiddette forche caudine di vigili e celerini 
(alcuni addirittura mascherati) che prima identificavano e poi pestavano tutti coloro che uscivano 
dall’ufficio. In particolare diverse compagne sono state fatte segno di percosse al basso ventre 
unite ad insulti sessuali. In questo contesto allucinante, all’interno dell’edificio del comune, si 
aveva l’ultima grave provocazione che costava l'arresto di un sesto compagno e l'ennesimo 
pestaggio collettivo. 

Per quanto e' a nostra conoscenza quest'ultimo compagno e’ ancora detenuto. 


BOLOGNA 

RILEVATORI E COORDINATORI DEL CENSIMENTO IN LOTTA 


Sabato 19/10/91 si e' svolta un'assemblea di circa 200 rilevatori e coordinatori del censimento 
ISTAT 91 che ha discusso sulla seguente proposta rivendicativa: 

1) rivalutazione del trattamento economico; 

2) rimborso per il periodo di corso di formazione (15h); 

3) prolungamento dei tempi di lavoro rispetto a quanto fissato dal bando; 

4) tempi di pagamento; 

5) copertura assicurativa. 

I lavoratori del censimento convocano una nuova assemblea per lunedi' 21/10 ore 21. 

Assemblea dei lavoratori del censimento 


BOLOGNA 

UNA SOLA SCINTILLA PUÒ’ INCENDIARE LA PRATERIA 


La sala studio della biblioteca di 
Lettere e Magistero, sita in via 
Zamboni 36, e' uno spazio auto- 
gestito dagli studenti, che prima 
dell'estate hanno risposto con l'oc- 
cupazione all'inasprimento delle 
misure di controllo dentro e intorno 
le facolta'. 

Sul cronico problema della caren- 
za-malgestione degli spazi da anni 
retroagisce la falsa soluzione 
delPassociazionismo studente- 
sco' (clericale, socialdemocratico 
o 'alternativo" che sia, comunque 
sempre particolaristico, quando 
non DECISAMENTE MAFIOSO), 
e in piu’ l'Istituzione si diverte a 
salare le piaghe, riempiendo 
mense, bar e biblioteche di odiosi 
vigilantes sotto il cui naso e’ d’ob- 
bligo sventolare il tesserino. 
Quando tale misura e’ stata intro- 
dotta al a 36‘, precludendo l’acces- 
so agli studenti non iscritti a Let- 
tere, gli studenti/utentl hanno oc- 
cupato e, dopo lo sgombero ad 
opera di un'orda di celerini, hanno 
rioccupato, ottenendo infine l'auto- 
gestione e la chiusura serale. 
Una parziale infrazione dei tempi 
istituzionali, preludente un prossi- 
mo conflitto sulla merce-servizio e 
contro i suoi proprietari-erogatori. 
Dopo la pausa estiva, e' da un'es- 
perienza di questo tipo che può' 
spargersi il benefico contagio: in 
altre facolta' alcuni studenti si 
stanno organizzando per fare 
come a Lettere'. 

Forse in questo neomegateneo 
vampiro (ombelico di una citta’ che 


si e’ ottusamente chiusa su se 
stessa schiacciando i centri sociali 
occupati ed ogni tentativo di RI- 
PRENDERSI LA VITA) può' scop- 
piare il foruncolo* della questione- 
spazi, schizzando in tutte le dire- 
zioni il pus che la gestione di 
Roversi ha incautamente lasciato 
accumulare. 

Non c’e' decentramento che 
tenga, siamo troppi e stroppiere- 
mo. 

Dal '36' sono partite sponta- 
neamente diverse lotte specifiche 
(es. il boicottaggio della mensa 
centrale per via della mancata de- 
ratti zzazio ne) ed un'altra ne sta 
partendo: FACCIAMO NOSTRA 
LA NOTTE, vale a dire: riconquis- 
tare le strade del quartiere univer- 
sitario segnate dalle quotidiane 
scorribande poliziesche e dalla dit- 
tatura dell'eroina. 

Dopo la contestazione di giugno ai 
burocrati "giovanili" deH'ex-FQCI, 
culminata prima con la loro festo- 
sa cacciata e poi con un ridicolo 
comizio di babbo La Forgia in una 
piazza riempita esclusivamente da 
carabinieri, gli organi locali di infor- 
mazione hanno fatto partire una 
terroristica campagna di stampa, 
dando un’immagine di Piazza 
Verdi come di 'un ghetto", di "un 
bronx dove e' impossibile girare 
dopo le 10 di sera', dove stanzia- 
no solo tossici ed 'estremisti vio- 
lenti", 

Tutto falso, dall’a alla z. In reaita’: 
a. La Piazza, da oltre 10 anni, e’ 
stata consegnata al mercato 


dell'ero dalle forze dell’ordine, che 
usano lo spaccio come pretesto 
per operare un costante monito- 
raggio dei quartiere e controllare 
con stucchevoli esibizioni di forza 
il cuore di un ateneo da cui, stori- 
camente, non hanno mai saputo 
prevedere cosa potesse uscire; 

b. Il ghetto e l’ero di Piazza Verdi 
sono stati alimentati dalla chiusura 
delle sedi di movimento durante gli 
anni '80, dallo smantellamento sis- 
tematico di ogni spazio autogesti- 
to, da parte di quegli stessi am- 
minsitratori - giovanili o senili poco 
importa - che ora si sono candidati 
per "rianimare" con le kermesses 
isituzionali il deserto che hanno 
creato; 

c. La piazza, dopo le 22, continua 
ad essere frequentata da chi non 
crede alle panzane de "l'Unita" e 
dagli studenti che vanno e vengo- 
no dal '36". 

Nelle sere in cui il Teatro Comu- 
nale da' opere o altri spettacoli, la 
piazza e' presidiata dai carabinieri 
e dalla digos, custodi della sicu- 
rezza del laido pubblico di incra- 
vattati. 

Dopo i primi tentativi di fare feste 
sotto i portici di via Zamboni e in 
piazza Scaravllll, ora occorre ri- 
prendersi le strade e la piazza, 
con iniziative di lotta, concerti, mo- 
bilitazioni - o anche solo con la 
ludica e dirompente presenza 
degli studneti -, per non conse- 
gnare l’ennesimo spazio alla lottiz- 
zazione di associazioni e coopera- 
tive, nonché' allo strapotere della 
sbirraglia di Sica. 



Bologna 

LE DUE CITTA’ 


"Siamo andati con le ruspe e ab- 
biamo smantellato tutto, nel giro di 
pochi giorni abbiamo preparato i 
centri di prima accoglienza. Ques- 
to e’ stato in concreto il tentativo di 
bloccare il sorgere delle "due 
citta”. 

Ma la seconda citta’ conti- 
nuamente risorge, di fianco agli 
edifici occupati sorgono le favelas, 
nelle cantine di una scuola veniva- 
no costruiti i tunnels, le gallerie per 
poter vivere, come nelle cata- 
combe, di notte. 

Allora bisogna continuamente in- 
tervenire per distruggere questo 
tipo di citta' e avviare invece i per- 
corsi integrativi (...) 

Personalmente penso che questa 
scommessa la perderemo. Sono 
convinto che Bologna "terra” solo 
per alcuni anni. Altre citta’ hanno 
ormai ceduto: a Roma non si pon- 
gono piu’ neppure il problema. 
Per alcuni anni continueremo a 
distruggere le favelas e a siste- 
mare in qualche modo quelli che ci 
stanno dentro, poi ad un certo 
punto ci dovremo rassegnare alle 
due citta': una ben organizzata e 
probabilmente anche ben "vigila- 
ta", e l'altra dove vivranno In con- 
dizioni miserevoli migliaia e mi- 
gliaia di persone. 

Perche’? Perche’ la situazione 
mondiale, la pressione demografi- 
ca, gli arrivi dall’Unione Sovietica, 
dall'Albania, dalla Serbia, non sa- 
ranno piu’ gestibili dalle amminis- 
trazioni locali in assenza di una 
politica nazionale ed europea." 
(Mauro Moruzzi, L’immigrazione a 
Bologna, 24magfgio 1991) 

Moruzzi non ci mancherà'. Nei 20 
mesi di gestione Moruzzi abbiamo 
constatato che cosa sia il gelido 


funzionalismo della nuova, social- 
democrazia. All’ipocrita gestione 
di corto respiro di un problema es- 
plosivo succede il tipico atteg- 
giamento del "di piu’ non si può’ 
fare"; si preannuncia la nascita 
delle favelas ("ma non e' colpa 
nostra"), le due citta'. 

La gestione funzionale della cosa 
pubblica ha definitivamente soppi- 
antato qualsiasi punto di vista di 
classe, popolare, di tutela dei ceti 
subalterni. 

Perche' Moruzzi si e' dovuto di- 
mettere? Il licenziamento di Hamid 
Bichri e' stato solo la goccia che 
ha fatto traboccare il vaso. Moruz- 
zi e’ stato un vero riformatore dei 
metodi amministrativi. 

Il suo autoritarismo e il suo dis- 
prezzo per il principio della trattati- 
va, pagato da centinaia di immi- 
grati sulla propria pelle, ha fatto 
sussultare addirittura gli ultracon- 
formisti sindacati bolognesi, oltre 
ad allontanare i funzionari comu- 
nali piu’ efficienti e quindi piu' criti- 
ci; la gestione dei Centri di prima 
accoglienza, veri e propri campi di 
detenzione degli immigrati, e’ stata 
privatizzata e lottizzata alle co- 
operative rosse, equamente divise 
tra PDS e PSI; sono stati spesi 7 
miliardi per allestire dormitori schi- 
fosi, e forse si e’ speso piu’ in vigi- 
lanza che in strutture. 

Moruzzi ha sempre impedito un 
coordinamento degli interventi a li- 
vello provinciale, e la sua arrogan- 
za e' arrivata all'autocelebrazione 
nei convegni di livello europeo, 
dove peraltro la democratica e ri- 
formista Bologna e’ stata subis- 
sata di critiche. 


Hamid Bichri e' un Marocchino di 
28 anni che lavorava per una delle 
cooperative che gestiscono 


l’immigrazione a Bologna, La sua 
grave colpa e’ stata di aver ritenu- 
to che un lavoratore possa pen- 
sare con la propria testa e possa 
contrastare le politiche del Co- 
mune; questo Moruzzi non l'ha 
gradito, e ha imposto il licen- 
ziamento di Hamid, pena la revoca 
dell’appalto alla cooperativa. Un 
altro esempio della "nuova" social- 
democrazia alla bolognese. 
Su questa vicenda Moruzzi e' ca- 
duto. O e’ voluto cadere? La rest- 
ituzione della delega assomiglia 
molto al sospiro di sollievo di chi si 
e' tolto un grosso peso dallo sto- 
maco. Non si e' messa in discus- 
sione la filosofia di governo (in re- 
alta' apprezzata da quasi tutti, 
Lega Nord compresa), e stiamo 
assistendo al solito penoso rimpal- 
lo tra chi non vuole prendersi la 
patata bollente. 

Mancanza di idee e di capacita', 
autoritarismo, interviste scanda- 
lose che strizzavano l’occhio al 
razzismo dei benpensanti (come 
quella rilasciata all’Unita’ in cui si 
facevano considerazioni su "chi si 
lava e chi non si lava"), una am- 
ministrazione che pare tutelare, tra 
le due citta', quella opulenta e de- 
siderosa di sicurezza. 

E dietro a tutto ciò’ non solo il PDS 
e il PSI, ma tutto il sistema dei 
partiti. Eppure per avere idee non 
servono i soldi da Roma. Evident- 
emente l’altra citta', la seconda, la 
citta' nera e di tanti altri colori, 
deve continuare a basarsi sulle 
proprie forze, sulla propria volontà’ 
di lotta, sulla propria fantasia e 
sulla propria intelligenza. Come 
sempre, dei resto. 


COMITATO SENZA FRONTIERE 

BOLOGNA 



Inizia il 5 anno di occupazione del CENTRO SOCIALE PEDRO e continua l'esperi- 
enza di autogestione e occupazione nonostante gl! attacchi e provocazioni di polizia, fascisti, 
carabinieri, amministratori locali... 


* UNO SPAZIO DI AGGREGAZIONE E SOCIALITÀ’ contro i padroni della città e la ristruttura- 
zione urbana che si fa sempre più visibile e soffocante. . . metri e metri cubi di cemento per i centri 
commerciali, centri direzionali, il tribunale, il carcere, lo stadio e bla.. bla.. bla. Una ristrutturazione 
che "passerà" anche sopra agli stabili di Via Ticino con una mega superstrada che collegherà la 
città con il carcere e il nuovo stadio! 


Lo sgombero e la demolizione sono i progetti dell’amministrazione locale per questa area anni e 
anni fa destinata da questi stessi signori a spazio sociale. 

Una storia che si ripete quando di fronte alla occupazione di un altro spazio in quartiere sfitto e 
abbandonato da anni (l’ex area Sangati) da parte dei senza casa, polizia e Comune usano ruspe 
e manganelli per "liberare" l’area, oggi diventata un cumulo di macerie destinate a chissà quale 
speculazione! Per questo ci sarà pure un processo (il 17 dicembre 1991) nei confronti di chi ha 
tentato di difendersi dalla violenza degli sbirri intenti a sgomberare l'area. 

* UNO SPAZIO DI AGGREGAZIONE E SOCIALITÀ' contro la legge sulle droghe Craxi che, a 
un anno dalla sua applicazione, ha portato aM’aumento delle morti per overdose, al raddoppio del 
prezzo dell’eroina, a decine e decine di arresti non certo di grossi spacciatori, ma dei cosidetti 
"consumatori" aumentando il controllo sociale nei territori. 


* UNO SPAZIO DI AGGREGAZIONE E SOCIALITÀ’ per tutti quei soggetti che non sono com- 
patibili con questo sistema e lottano per costruire percorsi di liberazione e antagonismo contro 
la ristrutturazione delie metropoli, la logica capitalistica, contro il razzismo insieme a tutti quegli 
immigrati che nel Centro Sociale si sono organizzati per il diritto alla casa... e tra questi ci sono 
anche i nostri due compagni, CELESTE E ROBERTO, arrestati per antifascismo, che con noi 
hanno condiviso la vita collettiva al Centro Sociale e ai quali esprimiamo tutta la nostra solidarietà. 


In questi ultimi anni l'esperienza dei C.S.O. è stata duramente repressa con sgomberi di polizia 
e attacchi fascisti, La morte di Auro nell’Incendio del C.S. Cortocircuito di Roma è stato l’episodio 


più grave insieme all’incendio del C.S. di Battaglia Terme, del Sisto V di Roma, del Kronstsdt di 
La Spezia e agii sgomberi del Sobbalzo, della Jungla, dei C.S. di Brescia, di Casalpusterlengo, 
allademolizionedellaFabbrlkadiBologna, eallemlnaccedisgomberodelLeoncavalloeOfficina 
99dl Napoli e infine alle provocazioni subitedai compagni/edel C.S. di Rovigoe di Cosenza.. .una 

lista lunghissima di azioni repressive respinte con rioccupazioni e iniziative di piazza allora 5 

anni di occupazione e autogestione rappresentano per noi una grossa risposta a tutto questo e 
non intendiamo mollare! ! 


PER I CENTRI SOCIALI RISPETTO! LIBERTA’ PER CELESTE E ROBERTO! 

I compagni e le compagni del C.S.O. 



PADOVA 

LA SOLITUDINE DEL MARATONETA 


Quando nei cortei di movimento della prima metà degli anni '70 veniva scandito lo slogan "Curcio 
libero" si intendeva con un nome emblematico evidenziare un programma, quello di una società 
senza galere, ed un impegno, quello di liberare con qualsiasi mezzo i prigionieri politici. 

Di quello slogan gridato a squarcia gola da miglia e miglia di manifestanti è rimasta la traccia 
negli sbiaditi graffiti che ancora oggi, a più di 15 anni di distanza, segnano i muri delle metropoli 
e delle città. 

Quello slogan è stato terreno di sperimentazione e verifica ideologica e politica per interi percorsi 
organizzativi di soggettività comunista, è stato uno dei presupposti costitutivi del portato 
culturale, sociale e politico di tutto il movimento della seconda metà degli anni ’70. 

Quello slogan, volenti o nolenti, ha pervaso con un pizzico di spirito libertario le stesse istituzioni 
totali, qmodificandone le stesse regolamentazioni legislative, oggi oggetto di restaurazione, vedi 
l’attacco portato alla 180 e cosiddetta legge Basaglia. 

Quello slogan, pur divenuto muto negli anni della grande repressione, ha continuato a vivere 
nell'immaginario collettivo dei compagni incarcerati e dei compagni liberi; è stato celebrato in 
grandi, anche per la loro tragicità, rivolte carcerarie; è stato realizzato in episodiche riconquiste 
delia libertà, ottenute con l’ingegno della soggettività e con la mobilitazione di massa. 

Quello slogan, considerato blasfemo e capace di generare ripulsa sociale, si è adeguato ed è stato 
riplasmato dai nuovi ritmi metropolitani delle posse, delle gangs ed anche del vecchio De Andrà. 

Quello slogan è stato analizzato, verificato e rimesso in movimento durante i dibattiti dei meeting 
internazionale di Venezia. 

Quello slogan è stato strumentalizzato maliosamente da Martelli per allargare il suo spazio 
politico di manovra nei confronti della compagine governativa, per assicurare una copertura 
istituzionale ai propri amici inguaiati (leggi Sofri), e soprattutto per far pesare sul piatto della 
giustizia ('"irresponsabilità" di una magistratura ancora troppo poco allineata con le direttive 
politiche provenienti dal Palazzo. 

Quello slogan è stato gestito da Kossiga per porre, ancora una volta, davanti agli occhi e negli 
orecchi dei “signori della politica nel Parlamento e nel Paese" la maturità e l’urgenza di una 
corrispondenza immediata tra il momento della politica e della realizzazione della stessa, riceven- 
do il plauso incondizionato e non smentito di Craxi, teorico nostrano dei presidenzialismo. 

Quello slogan è stato esorcizzato all’unisono da Andreotti al meeting di Cielle e da Occhetto al 
festival dell’Unità sul nome della sacralità dell’opinione pubblica, delle ferite non rimarginate e di 
una rinnovabile unità nazionale. 

Quello slogan può sgomentare la stessa solitudine del maratoneta ed incanagliare i rapporti 
sociali dei compagni e delle compagne detenute. 

Quello slogan ce lo dobbiamo riprendere, scrostandolo e depurandolo, facendolo agire nella 
nostra realtà quotidiana di vita e di lotta. 

E’ ora di riprendere a gridare quello slogan: CURCIO LIBERO per continuare a lottare per una 
società senza galere. 


Alcuni compagni di Padova 



FIRENZE, 8/10/91 

SGOMBERATO ALL’ALBA IL CENTRO SO- 
CIALE AUTOGESTITO "LA JUNGLA" 


Stamani alle ore 6 un ingente schieramento di polizia e carabinieri, circa 100 uomini sotto il 
comando della DIGOS fiorentina, ha sgomberato il Centro Sociale Autogestito rimuovendo i 5 
giovani presenti al momento dell'Irruzione. La "Jungla” era nata lo scorso 7 settembre sulle 
macerie del vecchio ristorante "La Beffa" in Via Bolognese. 

L’occupazione era partita dalla precedente esperienza dell' "Indiano", anch’essa liquidata con 
una operazione di polizia. La sollecitudine dello sgombero, un mese dall’occupazione, si deve, 
piu’ che alla denuncia inoltrata dal proprietario Angelo T urricchia che evidentemente riceveva la 
cagnotta da spacciatori e prostitute che bazzicavano le macerie dell'ex ristorante, alla potenza 
dei massoni e degli imprenditori che posseggono le ville ubicate sulla Bolognese e sulle altre 
strade dei colli fiorentini. Costoro che utilizzano magistratura e polizia come fosse un’armata 
privata, non potevano sopportare il colore, il messaggio di aiterita’, la voglia di vivere autogestiti, 
il rumore dissacratorio che la Jungla ospitava ed auto ri produceva. Questo zelo la dice lunga su 
una magistratura che insabbia le indagini sul potere, sui peculati, sull'interesse privato in atti 
pubblici e cosi’ solertemente inquisisce e caccia giovani che si prendono luoghi abbandonati e 
degradati e lavorano perfarli divenire spazi di socialità', il Pubblico Ministero Gratteri, il Pretore 
Failla si stanno specializzando in questo uno-due costituito dalla richiesta e dalla sollecita 
ordinanzadi sgombero di casee centri sociali, una specializzazione sospettae su cui deve aprire 
gli occhi tutta Firenze. Gli occupanti assicurano che il loro desiderio di vivere autogestiti e troverà’ 
presto sltri posti e si danno appuntamento fin dalla serata di Martedì’ 8 Ottobre presso il centro 
sociale ex-emerson. 

AGENZIA DI COMUNICAZIONE ANTAGONISTA 


FIRENZE, 5/10/91 

IL MOVIMENTO DI LOTTA PER LA CASA CONTINUA AD AFFER- 
MARE CON LA PRATICA DELLE OCCUPAZIONI CHE LA CASA E’ 
UN DIRITTO E NON UNA MERCE. 


Sabato 5 Ottobre una famiglia di sfrattati e senza casa ha occupato un appartamento sito in via 
Roccatedalda, 362. La famiglia in questione ha una storia esemplare: dopo uno sfratto 
esecutivo avvenuto il 2 Luglio viene sistemata in una stanza di una pensione sita nel quartiere di 
S. Lorenzo. Nel mese di Settembre l’Assessorato alla casa del comune di Firenze comunica che 
la suddetta famiglia di sfrattati se ne deve andare dalla pensione. Per andare dove? A pagare 

agli speculatori un milione al mese? Per comprare casa a prezzi impossibili per chi campa del 
proprio stipendio? 

Per questo sabato e’ stato occupato l'appartamento da parte del Movimento che si trova in una 
palazzina in gestioneal patrimonio non abitativo del comune, l’Assessore e' il medesimo, e’ quello 
della casa il democristiano di Comunione e Liberazione Lele Tlscar che mentre sulla stampa 

locale denuncia la mancanza di alloggi, lascia da anni questo, ma chissà' quanti altri all’abban- 
dono e al degradol 


MOVIMENTO DI LOTTA PER LA CASA 



FIRENZE, 16/10/91 


PROCESSO ENEA - centro di comunicazione antagonista 

Assolti Lorenzo, Antonietta, Dario. Nel 1987 Tallora presidente dell'ENEA Umberto Colombo 
denuncio' alcuni militanti del centro di comunicazione antagonista che volantinavano a Casti- 
glione dei Pepoli. Nel volantino si affermava che l'Ente ENEA rappresentava una banda di 
criminali nel perseguire la scelta nucleare. Il presidente dell'ENEA In persona denuncio' i 3 
antinucleari. Mentre nel processo di primo grado Lorenzo era stato condannato a due mesi, 
Antoniettaatre milioni di multa, e Dario Paccino assolto. Nel processo di appello sono stati assolti 
in FORMULA PIENA. I tre militanti del centro di comunicazione antagonista ringraziano i 
compagni e gli avvocati per la solidarietà' espressa. 

AGENZIA DI COMUNICAZIONE ANTAGONISTA 

PAGHERANNO CARO PAGHERANNO TUTTO 

Ancora violenza nazista e razzista in Germania. Uno schifoso episodio di razzismo a Saarbrucken 
fa capire a tutti di che pasta sono fatti gli skineads neonazisti. Un giovane dello Sri Lanka e' stato 
aggredito nel centro cittadino. T rasportato su di un auto e' stato poi abbandonato con una gamba 
su una rotaia di una ferrovia. Poco dopo e' transitato un treno che gli ha tranciato di nettola gamba 
destra. Solo un rapido soccorso gli ha salvato la vita dalla morte per dissanguamento. 


FIRENZE, 17/10/91 

CASA CARRAIA: DISASTRO ECOLOGICO Un altro gravissimo episodio della triste storia della 
discarica speciale di Casa Carraia, vicino ad Empoli. Inquinati i pozzi nell’area circostante la 
discarica: questi i risultati delle analisi fatte fare a proprie spese da una cittadina residente. 

La discarica di Casa Carraia era stata al centro di una dura lotta che aveva visto le popolazioni 
della zona opporsi alla localizzazione voluta dalla Asso Conciaria, sostenuta dalla Regione ed 
imposta dalle cariche dei carabinieri. 


AGENZIA DI COMUNICAZIONE ANTAGONISTA 


LTNGEGNER BARDUCCI RIPROPONE L’INCENERITORE MOBILE DI NOVOLI IL NOTO 
"BOMBOLINO*- STAVOLTA A LONDA CON IL SILENZIO (ALMENO FIN ORA) DEL DOTTOR 
PADERI, ASSESSORE PROVINCIALE ALL’AMBIENTE. 

Vi ricordate il 'bombolino", l’Inceneritore mobile che doveva essere acceso in viale XI agosto e 
che ha scatenato l'ira e la lotta vincente della gente di Novoli? 

Dopo la rimozione avvenuta a natale del 1 990 se ne erano perse ie tracce. Come in ogni buona 
telenovela l’assenza non e' stata lunga e adesso riappare, nella veste 'da trasferta', in Mugello. 


AGENZIA DI COMUNICAZIONE ANTAGONISTA 



FIRENZE, 16/10/91 

dalla redazione di ANCORA IN MARCIA 

COORDINAMENTO NAZIONALE "MACCHINISTI UNITI" - ENTE F.S 

comunicato stampa 


Lo sciopero dei macchinisti e' terminato con una percentuale di adesione nazionale dell' 85%. 
Le ridicole percentuali diramate dall'ENTE si smentiscono da sole osservando alle stazioni 
ferroviarie i treni che non passano. 


Quei pochi che hanno circolato sono stati condotti dal battaglione del genio ferrovieri e dal 
personale di altre qualifiche illegittimamente utilizzati rispetto agli impegni presi dall'Ente nella 
legge 146 che regola i servizi minimi durante gli scioperi. 


La ristretta fascia di ore di sciopero ha consentito all'ente un uso intenso di tale personale che 
non ha pero' spostato le alte percentuali di adesione che confermano la nostra storica forza. 


Ci auguriamo che la volontà' espressa dai macchinisti sia un elemento di riflessione per tutti e 
che in questi giorni si mettano seriamente in opera quelle soluzioni che non possono che partire 
da un accordo già' liberamente sottoscritto il 19 fra ENTE e C.O.M.U. 

Dispiace che nella disputa fra le parti l'ENTE e i sindacati abbiano volutamente ignorato una 
fondamentale questione di merito alla base dello sciopero: la sicurezza del trasporto ferroviario. 
La ristrutturazione in atto, il taglio degli organici, le mancate manutenzioni mettono sempre piu' 
in discussione l'efficenza e la sicurezza delle ferrovie. Gli incidenti ferroviari, le frane, le 
interruzioni sempre piu' frequenti sono segnali che devono far riflettere tutti. 

E' su questo terreno profondamente sociale che i macchinisti sfidano l'ENTE e vogliono 
confrontarsi con tutti augurandosi che questo sciopero non debba diventare II 1 di una lunga serie 
come e' già' avvenuto in precedenza. 

Firenze 15 ottobre 1991 


il coordinamento macchinisti uniti 



Volantino distribuito dagli studenti all'Università' di Torino per il processo del 21 ottobre per 
occupazione e interruzione di pubblico servizio. 

15 ottobre 1991 


NIENTE GABBIE PER LA PANTERA! 


L’anno scorso da gennaio ad aprile negli atenei italiani si e’ verificata una inversione di tendenza 
rispetto alloscorsodecennìo. L'università’ dei silenzio, dell'umiliazione studentesca, delle lobbies 
accademiche, delle mafie di partito e stata scossa da una ventata di democrazia. Migliaia di 
giovani universitari In tutto il paese, hanno preso la parola e rivendicato e praticato la volontà di 
gestire la propria vita e la propria formazione. 

Un movimento che ha riscoperto l’agire collettivo, il gusto di costruire propri punti di vista opposti 
a quelli che hanno dominato gli anni '80: il darwinismo sociale, le privatizzazioni selvagge, io 
svuotamento dei momenti partecipativi e associativi. 

Oggi questi patrimonio di LOTTA, PARTECIPAZIONE, DEMOCRAZIA, OPPOSIZIONE viene 
processato dalla magistratura torinese; l'unica istituzione che ha avuto una costante attenzione 
nei confronti della pantera. 

Il 21 ottobre, l’1 1 e 29 novembre un totale di 48 etudenti verranno proceeeati. 


In pratica la magistratura accusa 48 studenti di aver partecipato al movimento e quindi di essersi 
opposti alla legge Ruberti! 

Cosa significa questa legge per noi studenti lo vediamo in queste settimane: aumenti delle tasse 
del 40 e 70 %, numeri chiusi in alcune facolta', trasformazione del corso di laurea in tecniche della 
comunicazione in un corso finanziato e gestito interamente dai privati. 

Il tutto alla faccia delle dichiarazioni del ministro Ruberti che l’anno scorso affermava che 
l'intervento dei privati sarebbe stato limitato e.. . vrebbe sgravato gli studenti da molte delie spese 
universitarie!! 

Quello che poi e’ disgustoso e’ il comportamento della magistratura che non ha trovato di meglio 
che rispolverare la volgare teoria del complotto, infatti secondo questi signori con la toga e 
l'ermellino 48 "untorelli" efficienti come managers giapponesi avrebbero sobbillato mille studenti 
ad occupare l'università’, 151 a farsi denunciaree 600 ad autodenunciarsi... 


Non ci fosse da piangere ci terremmo le pance in mano per le risate. Il buon vecchio Deng-Xiao- 
Ping, quello che sosteneva che piazzaTien An Men era provocata da pochi agenti stranieri, fatte 
le debite proporzioni, avrebbe da complimentarsi per la comune geometrica potenza dell'Imbe- 
cillità'. 


Contro questo processo occorre mobilitarsi, ed e’ necessario che a farlo non siano solo amici, 
parenti ed affini dei processati ma anche chi entra quest’anno nell'università'. Battere questo 
processo, significa rilanciare una lotta contro questa università’ rubertizzata, fatta a misura 
d’impresa e indifferente ai bisogni dello studente delia quale l’aumento delle tasse e i numeri 
chiusi sono solo l’assaggio. 


GIOVEDÌ’ 17 ore 17.00 ASSEMBLEA GENERALE CON LE FORZE SOCIALI E POLITICHE A 
PALAZZO NUOVO 


LUNEDI' 21 ore 9.00 PRESIDIO IN P.ZZA PALAZZO DI CITTA’ (PRETURA) 


COMITATO DI SOLIDARIETÀ’ CON GLI IMPUTATI 



Brindisi 11\10\91 

COMUNICATO STAMPA DEL COMITATO DI SOLIDARIETÀ’ A PATI LUCERI 
C/O AULA STUDENTI UNIVERSITÀ’ DI LECCE PALAZZO ATENEO 


La mattina dell’ 1 1 Ottobre e’ stato arrestato a Martano (Lecce) Ippazio Luceri detto Pati’, con 
l'accusa di associazione sowersiva e partecipazione a banda armata. L'ordine di custodia 
cautelare e’ stato emesso dal GIP di Firenze Valerio Lombardo, su richiesta del procuratore della 
repubblica Vigna e del sostituto Chelazzi. A nostro avviso questo arresto si fonda su una logica 
di emergenza che pure da piu’ parti si dice di voler superare. 


Ancora una volta assistiamo a un arresto senza addebiti precisi all'applicazione di gravi reati 
associativi previsti dalle leggi antiterrorismo sulla semplice base delia criminalizzazione di rapporti 
personali e delle posizioni politiche dell’ inquisito (partecipazione alle lotte contro le carceri 
speciali e per la solidarietà’ ai detenuti politici). La stessa banda armata ipotizzata dai giudici 
(guerriglia metropolitana per il comuniSmo) come risulta palesemente dall’ articolo pubblicato in 
materia dall’ Unita’ del 12\10 e' praticamente sconosciuta e indefinita, non se ne conoscono i 
membri le azioni compiute le strutture. 


Ancora una volta una persona da oltre 20 anni impegnata con generosità’ e coerenza nei 
movimenti dei lavoratori degli studenti e per la pace e la solidarietà' ai popoli oppressi viene 
privato della liberta' con una leggerezzae una facilita' che non e’ dato riscontrare quando si tratta 
di inquisire ministri o perseguire la criminalità’ economica. 


Siapresso l'università’ di Lecce che a Martano (paese di origine di Pati) si sono costituiti 2 comitati 
di solidarietà' a Pati Luceri, che stanno promovendo varie iniziative unaraccoltadi firme indirizzata 
sia al cittadino della strada che a personalità' della politica e della cultura locale, un manifesto da 
affiggere in tutta la regione, una giornata di mobilitazione presso l’università’ di Lecce con 
presenze anche da altre citta' Pugliesi e concerti , interpellanze parlamentari. 


Siamo certi che Pati' e’ vittima di una montatura giudiziaria e di una autentica persecuzione che 
dura da diversi mesi e che, sempre su iniziativa della Procura Fiorentina aveva portato a diverse 
perquisizioni e interrogatori, tutti senza esito. 


Pati hadeciso di denunciare anche in prima persona tutto questo entrando in sciopero della fame 
subito dopo I' arresto. 


Chi vuole esprimere solidarietà’ può farlo scrivendogli presso il carcere di Sollicciano Firenze 
Via Minervini 2/8 


COMITATO PROVINCIALE DI SOLIDARIETÀ’ A PATI LUCERI 



COMUNICATO STAMPA 


Ippazio (PATI) Luceri - arrestato a Martano (Lecce) l'1 1 ottobre 1991 e attualmente detenuto nel 
carcere di Sollicciano (Fi) - ha iniziato lo sciopero della fame per denunciare la persecuzione 
della quale e' oggetto da parte della procura fiorentina, che lo accusa di appartenere ad una 
fantomatica organizzazione terroristica. 

L’arresto di ■Pati* rappresenta il coronamento di una ossessiva campagna persecutoria condotta 
dal magistrato Pier Luigi Vigna di Firenze, campagna che aveva gisa’ portato fra marzo e agosto 
a due ondate di perquisizioni ( tutte ovviamente senza esito ) e il 2 ottobre ad un interrogatorio, 
a cui 'Pati* e altri compagni erano stati sottoposti dal sopracitato magistrato e al termine del quale 
tutti erano stati rilasciati. 


Siamo certi che questa nuova assurda montatura non potrà' reggere, Nel frattempo ci preme 
sottolineare le vere ragioni di questo arresto: ‘Pati* e’ un compagno interno da anni alle lotte 
proletarie, contadine e studentesche del Salente, conosciuto anche in molte altre citta' dove dagli 
inizi degli anni 70 ha sempre manifestato - In maniera pubblica e chiara - il proprio dissenso 
politico. 


Gli ultimi anni lo hanno visto attivo sia nelle lotte dei tabacchicoltori salentini che in quelle degli 
studenti universitari di Lecce. E’ stato unoi degli animatori dell'occupazione dell’università’ 
saientina durante il movimento delia pantera. Nello stesso modo ‘Pati* era stato attivo nella lotta 
contro la repressione e le leggi speciali e nella solidarietà’ con i detenuti politici. 


Riteniamo che siano queste le vere ragioni detrarreste di 'Pati*, con l'unico obiettivo di far pagare 
ad una persona la coerenza di anni di militanza nei movimenti di massa, e soprattutto il fatto di 
avere associato ciò' alla solidarietà’ con i detenuti politici, che lo stato vorrebbe invece isolati e 
sepolti vivi nelle carceri speciali di questo paese. 

Respingiamo lacampagna di stampa di alcuni quotidiani che hanno -sulla base di scarse notizie 
e assurde deduzioni- già' definitivamente processato e condannato 'Pati'. 


Il Comitato di Solidarietà a PATI LUCERI promuove una serie di iniziative a pasrtire da oggi, e 
fissa per giovedì' 17 ottobre una giornata di mobilitazione presso l’Università’ di Lecce con una 
assemblea regionale, una rtaccolta di firme di solidarietà' e un concerto di gruppi musicali. 


LIBERTA’ SUBITO PER IL COMPAGNO PATI LUCERI . 


Comitato di Solidarietà’ a PATI LUCERI LECCE, 12 OTTOBRE 1991 



FUORI I COMPAGNI DALLE GALERE 


Sono passati cinque mesi da quando Mauro Valenti e’ stato rilasciato dopo aver trascorso quattro 
mesi di carcerazione preventiva per una falsa accusa di rapina a mano armata ad una banca. Si 
trattadi una ignobile montatura da parte delle cosiddette forze dell'ordine, q uel giorno Mauro era 
al lavoro, come testimoniano cinque persone. 

Riteniamo che questo grave episodio non sia casuale ma bensi' una premeditata manovra 
repressiva inscenata da questo Stato demokratico dove stragisti, mafiosi, gladiatori e piduisti 
vengono assolti, protetti e addirittura elogiati da Kossiga e dal suo seguito. Chi invece, come 
Mauro, non si unisce al coro ed alza la propria voce per una società* diversa senza sfruttati e 
sfruttatori, viene sistematicamente represso ed incarcerato, La vicenda di Mauro non e* ancora 
terminata, ora c'e' il processo. 

INVITIAMO I COMPAGNI, LE SITUAZIONI ANTAGONISTE, GLI ANTIFASCISTI ED I PROLE- 
TARI AD ADERIRE AL PRESIDIO CHE SI TERRA’ VENERDÌ' 18 OTTOBRE ALLE ORE 8.30 
DAVANTI AL TRIBUNALE PENALE DI BRESCIA in via Moretto. 

LIBERTA’ PER MAURO, LIBERTA’ PER CELESTE E ROBERTO, LIBERTA’ PER TUTTI 
I COMUNISTI INCARCERATI DALLA BORGHESIA ! 

I compagni e le compagne del movimento antagonista bergamasco 

Coordinamento regionale antagonistadella Lombardia 

Comitato per la scarcerazione di Mauro Vaienti. 

Bergamo 15/10/1991 



BRESCIA 8/10/1991 

COMUNICATO DEL COMITATO DI CONTROINFORMA- 
ZIONE SUGLI OMICIDI DI STATO DI BRESCIA SULLA SEN- 
TENZA DELLA CORTE DI CASSAZIONE SULL’OMICIDIO 
DI CLAUDIO GHIDINI. 


Come Comitato di controinformazione sugli omicidi di stato, nato nel giugno 1989, in seguito 
all'uccisione del giovane operaio di Vestone Claudio Ghidini per mano dei carabiniere Salvatore 
Ruffilli ad un posto di blocco presso Nave, abbiamo alcune considerazioni da fare in merito alla 
incredibile decisione della Corte di Cassazione di cancellare la sentenza del processo di appello 
che aveva visto la condanna del carabiniere assassino a 14 anni di carcere e di imporre la 
celebrazione di un nuovo processo presso la Corte di Appello di Milano. 


1) Fin dalla notte deH'omicidio (tra il 25 e II 26 giugno 1 989) era apparso chiaro il tentativo da parte 
dei Carabinieri e di certa stampa locale, di creare le condizioni per un insabbiamento della vicenda 
da parte della Magistratura: Ruffilli era stato incriminato per 'omicidio colposo*, era rimasto in 
servizio, trasferito a pochi kilometri di distanza e non era stato immediatamente interrogato, 
consentendo all'Arma di mettere in piedi una ricostruzione di comodo. 

2) Grazie all'evidenza dei fatti accaduti quella notte, alia ostinata richiesta di giustizia da parte 
dellafamiglia, e anche alle iniziative del Comitato a Nave e a Vestone (cortei, assembleee raccolte 
di firme), che avevano saputo rompere il silenzio che si voleva far calare sulla vicenda, Ruffilli era 
stato accusato di 'omicidio volontario* e condannato in Assise e in Appello. 

3) Secondo la ricostruzione fatta daiie due Corti bresciane sulla base delle testimonianze dirette, 
delle perizie e dei riscontri obbiettivi, il carabiniere aveva volontariamente sparato un colpo di 
pistola alla nuca di Claudio, perche' il giovane operaio aveva 'osato' rispondere in maniera 
scherzosa alle provocatorie domande rivoltegli da Ruffilli: *Ti fai gli spinelli ?* 'Me ne faccio a 
valanghe !' aveva detto. 

4) Fin dal giugno '89 avevamo affermato che al posto di Claudio Ghidini poteva esserci chiunque 
di noi, che non di ‘incidente’ ne' di 'tragica fatalità" si trattava, ma delia logica conseguenza del 
clima creato da 1 5 anni di applicazione della Legge Reale e di tutte le altre leggi dell'emergenza. 

5) Non nascondiamo la sorpresa con cui avevamo accolto le due sentenze di condanna pronun- 
ciate dalla Corte di Assise e di Appello di Brescia. Siamo infatti abituati a vedere, in casi simili, 
tutori dell'ordine assolti o con accuse ridimensionate, grazie alle scappatoie offerte dalla Legge 
agli assassini in divisa. Questo mentre gente comune viene condannata ad anni di galera senza 
lo straccio di una prova e centinaia di prigionieri politici sono seppelliti vivi in carcere sulla base 
delle leggi speciali. 

6) Evidentemente questo Stato ci tiene ai suoi servitori in divisa e ha deciso di cancellare in maniera 
esemplare una sentenza che avrebbe potuto significare un’inversione di tendenza rispetto 
all’impunita’ da sempre garantita alle forze dell'ordine nell'uso delle armi da fuoco. Dal punto di 
vista dello Stato, la decisione della Cassazione (già' distintasi per le assoluzioni dei mafiosi e per 
la condanna a 23 anni di galera del compagno Guido Borio per 'concorso morale' in un omicidio 
che non ha commesso) rimette le cose a posto: polizia e carabinieri continuino pure a sparare, 
non vedranno mai ie sbarre di una prigione. (Come ultima vittima di questa lunga serie di omicidi 
di Stato ricordiamo l'immigrato di origine palestinese Said Hamed, ucciso ieri, 7 ottobre, a Torino 
dalla polizia) 


Per noi, senzaalcunafiducia nella Giustizia di questo stato, la battaglia continua: PERLA VERITÀ’ 
SULL'OMICIDIO DI CLAUDIO GHIDINI (anche in sede processuale), PER L'ABOLIZIONE DELLA 
LEGGE REALE E Di TUTTE LE LEGGI D’EMERGENZA. MOBILITIAMOCI IN OCCASIONE DEL 
NUOVO PROCESSO DI APPELLO CHE SI TERRA’ NEI PROSSIMI MESI A MILANO. 

Brescia 8/1 0/1 991 


Comitato di controinformazione sugli omicidi di Stato 



ECN - European Counter Network - Brescia News dei 6/1 0/1 991 


BRESCIA. Domenica 6 ottobre Iddi all'Interno del motel AGIP si è svolta l'assemblea degli 
immigrati che vi abitano. 

Ricordiamo che il Motel, occupato nell’ottobre IddO da oltre 240 immigrati, e’ stato riconquistato 
dagli stessi dopo le iniziativedilottacheeranoseguite allo sgombero di polizia del 19 luglio scorso. 
Il Comune di Brescia, dopo aver ordinato il sequestro del Motel ne ha appaltato (per 75 milioni) la 
gestione alla cooperativa cattolica Chizzolini, che nel breve periodo cercava di imporre la propria 
legge, costringendo gli immigrati a una serie di restrizioni (pass con fotografia, limitazione 
dell'accesso di compagni e amici, richiesta di un duplicato delle chiavi delle singole stanze, 
recinzione del retro dello stabile stile lager), questo tra l’altro senza garantire agli abitanti alcuni 
servizi essenziali. La scorsa settimana, tra le altre cose, i responsabili della cooperativa denun- 
ciavano due compagni del Centro sociale per aggressione e violenze, dopo un acceso diverbio 
sulla gestione del Motel; qualche giorno dopo, sempre su indicazione della Cooperativa, un 
compagno ghanese che vive nel Motel veniva fermato e convocato in Questura, accusato di aver 
organizzato l’abbattimento dei pali che sostengono la nuova rete di recinzione. 

DI fronte alla volontà’ da parte di cooperativa, Comune e Questura di instaurare un clima da 
caserma al Motel Agip, la decisione degli immigrati di riunirsi in assemblea; e di seguito la 
piattaforma di lotta decisa: 


Gli immigrati abitanti al MOTEL AGIP di tutte le comunità' chiedono: 

- di mantenere il loro diritto alla privacy nelle loro stanze e per questo motivo hanno deciso di non 
dare le loro chiavi alla cooperativa; 

-affinché’ idiversi abitanti possano scegliere cosa vedere in televisione chiedono quattro televisori, 
possibilmente a colori; 

- coperte per affrontare i primi freddi e lenzuola migliori; 

- un telefono pubblico all'interno dello stabile; 

- possibilità’ di ricevere amici all’Interno del Motel; 

- possibilità' di ottenere la residenza, certificata per ogni atto amministrativo; 

- rimuovere la gabbia metallica posta sul retro del Motel, che lo rende simile ad un giardino 
zoologico; 

- almeno una presa di corrente a 220 volt per piano per avere la possibilità' di un frigorifero e di 
un televisore; 

- che il pacco dono "offerto* dalla cooperativa Chizzolini ai disoccupati venga sospeso in quanto 
non necessario. 


Gli immigrati si rendono disponibili a pagare un giusto affitto solo se vengonmo forniti tutti I servizi 
per rendere vivibile il Motel. 

A nome di tutti gli abitanti del Motel Agip, i reeponeabili delle comunità’ eenegaleee, 
marocchina e ghaneae. 

Nella notte tra domenica 6 e lunedi’ 7, come risposta poliziesca a questa assemblea, decine di 
poliziotti, carbinieri, finanzieri e vigili urbani, coordinati dal Questore Faranda, hanno effettuato un 
vero e proprio rastrellamento al Motel, controllando i documenti di tutti gli abitanti 



LA STORIA DELLA DOTTORESSA TAKAKO NOBUHARA 
E IL NOSTRO COMITATO 

1940: Takako nasce in Giappone il 29 agosto. 

1 953: viene ammessa ail'Universita' Municapale di Osaka 
1966: si laurea In medicina 


1 970: viene fondato a Osaka il comiato Promotore di un Centro in appoggio ai rifugiati palestinesi 


1971: Mariko Nakano un infermiera e Takako vanno in Ubano come volontarie mediche del 
Comitato Promotore del Centro con l’aiuto dell'ufficio della Lega araba in Giappone ed iniziano 
l’attività’ sanitaria all'interno della Mezza Luna Rossa palestinese a Beiruth e nel sud del Libano 


1972: la dottoressa ritorna in Giappone, da febbraio fino ad aprile. In seguito ritorna in Libano ed 
inizia di nuovo l’attività di Beiruth, durante l’invasione e l'assedio israeliano. In questa situazione 
critica cerca di inoltrare domanda per il suo passaporto all'Ambasciata, ma con la scusa della 
"mancanza di moduli", i funzionari la consigliano di recarsi in Siria, negandogli il rinnovo. La 
dottoressa abbandona Beiruth con l’OLP e arriva in Siria alla fine di agosto. In settembre inoltra 
domanda all’Ambasciata e contemporaneamente inizia la sua attività’ medica all’Ospedale Yafa 
nel campo di Yarmoukvicinoa Damasco, (questa continuerà’ fino al 1987) 


1983: la decisione di rifiutarle il passaporto viene presa dal ministro degli Esteri giapponese in 
febbraio, dopo 5 mesi dalla richiesta. Il Ministero insiste sul fatto che "lei aveva strette relazioni 
con la cosidetta Red Japanese Army e dunque il suo caso ricade sotto la legge sui passaporti, 
articolo 1 3 sezione I n. 5. "Questo articolo dice che il Ministero degii Esteri può' rifiutarsi di rilasciare 
il passaporto a "coloro i quali vengano ritenuti con sufficiente ragione pericolosi per l’ordine 
pubblicoogli interessi nazionali direttamente e notevolmente, anche dal punto di vista ideologico." 


Questo rifiuto e' un attacco contro chi ha sempre agito in solidarietà’ con il popolo palestinese. 
Con i suol avvocati Taakako inizia una causa legale presso la Corte Distrettuale di Tokyo contro 
questa decisione. Nello stesso periodo, giugno, si costituisce il Comiato di Appoggio della 
Dottoressa Takako Nobuhara per sostenere la sua battaglia legale. 

1987: ritorna in Giappone con un "lasciapassare" rilasciato dall’Ambasciata in Siria, questo 
perche’ vuole essere presente e testimoniare in Tribunale in prima persona. 


1989: il 18 dicembre la corte Distrettuale di Tokyo decreta la non attendibilità' della decisione 
presa dal Ministero poiché’ priva di basi reali e la definisce illegale. Molte delle "prove" portate 
dal Ministero sono smentite durante il dibattimento. 


Questasi può' definire una vittoria sua, del nostro Comitato, e di tutti i suoi sostenitori in Giappone. 
Ad ogni modo ii Ministero si e’ appellato alla Corte Suprema il 27 dicembre senza nessuna nuova 
"prova" contro la sentenza. Noi non accettiamo questo ingiusto ricorso. 1991 : il 24 settembre la 
dottoressa testimonierà’ alla Corte Suprema. La causa si concluderà’ alla fine di quest’anno e la 
sentenza sara' emessa la prossima estate. Noi siamo determinati a vincere questa battaglia e a 
continuare la controinformazione e solidarietà' con ii popolo palestinese. 

LUNGA VITA ALLA RIVOLUZIONE PALESTINESE E ALL’INTIFADA! 

LUNGA VITA ALLA SOLIDARIETÀ' INTERNAZIONALISTA! VINCEREMO! 


3 settembre 1991 


Comitato di sostegno della Dottoressa TAKAKO NOBUHARA 



"CLASS WAR" Convegno internazionale di Londra 


Si e’ svolto a Londra dal 23 al 28 
settembre un convegno intema- 
zionale promosso e organizzato 
dalla federazione 'Class War*. 

'Class War" nasce come giornale 
nel e si diffuse immediatamente in 
tutto il movimento inglese, arrivan- 
do a vendere una media di 800 
copie per numero. 

L’originalità’ della rivista e il dibatti- 
to che e' riuscito a veicolare creo’ 
le premesse per la costituzione, 
un’anno e mezzo fa, di una fede- 
razione di gruppi sparsi in tutto la 
Gran Bretagna. 

In una realta’ politica dove il mo- 
vimento ha sempre dovuto fare i 
conti con una fortissima presenza 
di gruppi troskisti, che spesso rap- 
presentano una minaccia anche 
fisica per i compagni, l'esperienza 
di 'Class War" assume una valen- 
za particolare. 

Le reaita’ politiche che compongo- 
no questa federazione sono, per 
loro definizione, archiche, anarco- 
comunlste, comuniste libertarie, 
comuniste, ma l’obiettivo, pur nelle 
differenze, e’ la costruzione di un 
progetto politico comune. 

I compagni di 'Class War* sono 
presenti in tutte le realta' sociali e 
hanno partecipato alle lotte piu’ 
importanti di questi ultimi anni in 
Gran Bretagna: dallo sciopero dei 
minatori nel 19 alla lotta contro la 
Poli Tax tuttora in corso. 

II Convegno nasce da due 
esigenze: confronto e dibattito in- 
terno al movimento inglese; l'aper- 
tura ad un confronto europeo ed 
internazionale che spesso ha ca- 
ratterizzato il movimento. 


Il Convegno e' stato articolato in 5 
giorni di dibattito e un giorno, l'ulti- 
mo, lasciato al 'rally', specie di 
comizio finale tipicamente anglos- 
sassone. 

I temi del dibattito, divisi per giorni 
sono stati: quale rivoluzione, quale 
anticapitalismo, Nuovo Ordine 
Mondiale 

Normalmente il mattino era desti- 
nato all'assemblea generale, 
mentre nel pomeriggio ci si divide- 
va in comissioni di lavoro. 

La partecipazione e’ stata buona 
con una presenza di circa 300 
compagni durante la settimana e 
un numero molto piu’ alto nella 
giornata conclusiva. 

Forte la presenza di realta' euro- 
pee ed internazionali, molte delle 
quali erano presenti al convegno 
di Venezia, cosa molto positiva 
diventando questo incontro di Lon- 
dra un proseguimento naturale del 
rapporto europeo iniziato a 
giugno. 

Un giudizio complessivo sui risul- 
tati del convegno si potrà' dare 
solo dopo la lettura dei materiali 
che i compagni di 'Class War* fa- 
ranno circolare. 

A nostro avviso, comunque, seb- 
bene a tratti il convegno sem- 
brasse piu' una conferenza na- 
zionale che un convegno interna- 
zionale e sia mancata a volte la 
possibilità’ di riassumere e sinte- 
tizzare il dibattito (limite per altro 
comune a tutti gli gli incontri di 
queste dimensioni) il giudizio e’ 
sicuramente positivo. 

Le proposte emerse dal convegno 
di Venezia di costruire due cam- 
pagne europee ed internazionali 


contro le celebrazioni colombiane 
e il Vertice dei G7 che si terra’ a 
Monaco nella primavera del '92 ci 
sembra siano state accolte e fatte 
proprie da tutte le realta’ presenti. 

Molto interesse c’e’ stato verso la 
proposta della rete di Comunica- 
zione Europea ECN e piu’ o meno 
tutte le realta' presenti si sono Im- 
pegnate, al piu’ presto, di mettersi 
in grado tecnicamente di collegar- 
si. 


ULTIME NOTIZIE DA LONDRA: 

Durante il concerto di sabato 26 
settembre organizzato in occa- 
sione della Conferenza di Class- 
war i fascisti hanno tentato di at- 
taccare ripetutamente i compa- 
gni/e che facevano il servizio d’or- 
dine all’esterno, ferendo nella mat- 
tinata un gruppo di compagnie 
che dalla metropolitana si recava- 
no alla Conferenza. 

Abbiamo ricevuto una corrispond- 
enza oggi, 9 Ottobre, sull’arresto 
di un compagno tedesco di Class- 
war nella notte di quei sabato per- 
che’ accusato di 'porto d’arma im- 
propria', in realta’ colpevole di es- 
sere presente quando i fascisti 
hanno attaccato con spranghe e 
bottiglie i compagni. 

Per chi volesse esprimere solida- 
rietà’ questo e’ l’indirizzo: 

UDO FISHER KVO 325 
FELTHAM YOUNG OFFENDERS 
INSTITUTE and REMAND CEN- 
TRE 

FELTHAM MIDDLE SEX 
ENGLAND 



TELEFONATA GIUNTA RADIO SHERWOOD DAI PAESI BASCHI 

A proposito della manifestazione del 12 ottobre. 


I compagni baschi ritengono questa manifestazione di 100.000 persone che si e' svolta a Bilbao 
il 12 ottobre come la manifestazione piu' grande e piu' importante che sia stata fatta dal 1978 ad 
ora. E’ importante proprio per il momento politico che per loro e' particolare, visto il discorso 
nazionalistiche si sta sviluppando in tutta Europa. La manifestazione era indetta da Merri 
Batasuna, le altre forze nazionaliste basche non hanno praticamente aderito ed anzi hanno 
accusato Merri Batasuna di fare una provocazione. Erano presenti alla manifestazione delega- 
zioni del Sinn Fein, dei nazionalisti corsi, il "movimento difesa della terra" di Catalogna, il Fronte 
Popolare Galeco e altri fronti di liberazione delia Galizia, ecc. 


La manifestazione si e' svolta senza nessun incìdenti con una partecipazione di massa imponente 
al corteo. Il 12 ottobre era stato scelto come data sia perche' e' il giorno delia "scoperta 
dell'America" sìa perche' e' il giorno deila "hispanidad" cioè' deile celebrazioni dello stato 
spagnolo, per questo la manifestazione era indetta con la parola d’ordine dell"INDIPENDENZA". 


In tutta la Spagna in questa giornata ci sono state manifestazioni sul tema del V centenario. A 
Sivigliac’e' stato un grosso concentramento, promosso dal coordinamento contro I festeggiamen- 
ti del V Centenario e di resistenza indigena". La manifestazione e' stata caricata dalla polizia e 
ci sono stati 10 arresti, durante gli attacchi della polizia sotto il monumento "al colono". 


Altre manifestazioni si sono tenute a Malaga, Grenada, Barcellona, Las Palmas. 



COMUNICATO DEL FPLP NEI TERRfTORI 
OCCUPATI PER IL CONSIGLIO NAZIONALE 
RALESTINESE RIUNITO AD ALGERI NEL 
SETTEMBRE DEL ’91 


Al fratello presidente dello Stato 
Palestinese, al fratelli e compagni 
delegati un saluto arabo pales- 
tinese di lotta in questi momenti 
difficili e complicati a livello inter- 
nazionale in occasione dei lavori 
del XX Consiglio Nazionale. 

La caduta dei paesi socialisti e il 
dominio deirimperialismo america- 
no sul mondo ha permesso agli 
USA di guidare l'alleanza Interna- 
zionale per aggredire l'Iraq e in- 
debolirlo. 

La crisi della situazione araba e i 
tentativi dei regimi arabi di adattar- 
si alle nuove condizioni degli USA, 
come la capitolazione del regime 
siriano e il cedimento della sua po- 
sizione nazionalista per quanto 
riguarda la soluzione del conflitto 
arabo-sionista, ha dato un forte 
colpo creando molti problemi ad 
un paese come l’Iraq che dovrà’ 
aspettare molti anni prima di risol- 
verli. 

L’imperialismo USA sta cercando 
adesso di completare il trattato di 
Camp David e di applicarlo in tutta 
l’area araba. Dopo il colpo dato 
all’Iraq, gli USA stanno cercando 
di rompere l'anello palestinese che 
e’ la chiave del conflitto arabo- 
sionista. 

Questi tentativi che stanno portan- 
do avanti gli USA sotto l'ombrello 
di una Conferenza Regionale da 
tenere sotto la sua guida e sorveg- 
lianza, mettono cosi' ai margini il 
ruolo dell'ONU, dei paesi europei 


e del Giappone, dopo averlo fatto 
già’ con l'URSS. 


Questa Conferenza non e' altro 
che uno strumento per realizzare 
le condizioni per la pax ameri- 
cana nella crisi arabo-sionista, 
alla maniera di Camp David, un 
progetto vecchio nella sostanza e 
nuovo nella forma; nello stesso 
tempo il progetto USA risponde 
al sogno del governo sionista e 
ai suoi tentativi per realizzare lo 
status quo nei territori occupati 
nel ’67 e nelle alture del Golan 
e per la continuazione dell'opera- 
zione di ebraiclzzazione. 


Per rispondere ai compiti della 
fase politica attuale e per garantire 
il suo sviluppo nella direzione della 
realizzazione degli obiettivi del no- 
stro popolo come il diritto al Ritor- 
no a l’Autodeterminazione, alla 
realizzazione del nostro Stato indi- 
pendente e del nostro sviluppo 
come popolo, che ha compiti che 
superano la visione locale e per 
lavorare alia realizzazione di un 
programma di lotta arabo contro il 
progetto imperialista americano 
che mira a distruggere la Nazione 
araba e il popolo palestinese e per 
studiare tatticamente la nuova 
fase rivoluzionarla, bisogna analiz- 
zare il progetto USA affinché' non 
venga realizzato o, almeno, frap- 
porre ostacoli perche’ fallisca e 
per permettere l’apertura di nuovi 
orizzonti che facciano accettare il 


progetto di pace palestinese a li- 
vello arabo e internazionale. 

Secondo noi le cose stanno in 
questi termini: 

1) gli USA stanno cercando di fare 
una Conferenza Regionale dopo 
aver ostacolato e impedito per 
molto tempo qualsiasi processo di 
pace in accordo con le leggi inter- 
nazionali, adesso vedono nella 
Conferenza il nuovo meccanismo 
per garantire il loro dominio su 
tutta l’area mediorientale. 

2) sin dalla sua nascita Israele ha 
costituito un solido sostegno a tutti 
I processi imperialistici nella zona 
e da questo punto di vista gli Usa 
stanno cercando di permettere 
all’entità’ sionista di avere la forza 
e la supremazia (essendo Israele 
il principale cane da guardia nella 
zona) per sopprimere qualsiasi 
movimento antimperialista; per 
portare avanti questo progetto gli 
USA devono fare uscire l'entità' 
sionista dal suo isolamento e nor- 
malizzare i suoi rapporti coi regimi 
arabi per poter realizzare il suo im- 
perialismo economico oltre che 
militare. 

3) la Conferenza proposta dagli 
USA non e' inserita nell’ambito 
della legalità' internazionale e non 
prende in considerazione la risolu- 
zione piu’ importante riguardante il 
diritto del nostro popolo al ritorno 
in patria (risoluzione 194) e l'auto- 
determinazione (risoluzione 226 e 
181) che garantisce il nostro diritto 
all’Indipendenza politica dentro 
uno Stato e sotto una bandiera. 




4) ia Conferenza Regionale non 
prende in considerazione una 
delle risoluzioni piu' importanti 
deH'ONU che ha avuto il sostegno 
di tutto il mondo ad eccezione 
degli USA e di Israele, la risolu- 
zione che invitava a tenere una 
Conferenza Internazionale per ri- 
solvere la crisi arabo-sionista con 
ia partecipazione di tutte le parti in 
causa, ivi compresa l'OLP. 

9 l'America dichiara chiaramente 
il suo rifiuto a costruire uno Stato 
indipendente palestinese, non da 
nessuna garanzia sul ritiro is- 
raeliano dai territori occupati e non 


che la partecipazione ad essa 
vorrà’ dire il suicidio dell'OLP e 
l’accettazione della diminuzione 
del suo ruolo, calpestando il suo 
programma nazionale rappresen- 
tato dal Ritorno del popolo pales- 
tinese alla sua terra, dall’auto- 
determinazione e dalla costitu- 
zione del suo Stato indipendente. 


Lo sbilanciamento dei rapporti di 
forza a tutti i livelli e l’indebolimen- 
to in generale delle forze rivolu- 
zionarie non permettono al malato 
di condannare se stesso alla 


conflitto arabo-sionista. 

3) mobilitare tutte le organizzazio- 
ni popolari palestinesi all’interno e 
all’esterno del Territori e pro- 
muovere una campagna organiz- 
zata per garantire il sostegno in- 
ternazionale e arabo al program- 
ma politico palestinese. 

4) la necessita’ di giocare un ruolo 
importante da parte del CNP e 
dell’OLP per organizzare il con- 
fronto e la lotta rivoluzionaria con- 
tro il progetto americano-sionista, 
tramite congressi, manifestazioni e 
comitati per sostenere ia lotta dei 
nostro popolo e per togliere l’asse- 


tratta il popolo palestinese neH’am- morte ma la malattia deve essere dio nei confronti dell’Iraq 

bito della sua unita’ e la sua causa motivo di salvaguardia della lotta 3) l’OLP e il suo Programma na- 

nazionale ma come semplici abi- del nostro popolo per continuare zionale sono le aspirazioni del no- 


tanti del territori, rifiutando 
cosi' ia rappresentanza 
dell’OLP per il nostro popo- 
lo e cercando di trovare 
rappresentanti locali op- 
pure una delegazione 
mista giordano-palestinese, 
perche' la rappresentanza 
palestinese significa soltan- 
to trovare una copertura 
palestinese per il complotto 
della Conferenza Region- 
ale. 

6) i principi delia Conferen- 
za nascono da un rapporto 
di forza a favore del nemi- 
co per dare piu’ concessio- 
ni a Israele e avviare le 



stro popolo che non può’ 
essere diviso e su questa 
visione bisognerà’ concen- 
trare il ruolo dell'OLP 
come suo unico rap- 
presentante e come 

l’unico autorizzato a difen- 
derne i diritti, rifiutando la 
formula della delegazione 
mista giordano pales- 

tinese. 

6) il fallimento del piano 
americano per liquidare la 
causa palestinese potrà’ 
essere realizzato solo con 
il rifiuto chiaro e deciso 
della Conferenza Regio- 
nale. 


trattative per realizzare ia 
formula di Shamir e il slogan * la 
pace contro la pace*. 

7) il consenso palestinese al pro- 
getto di soluzione in due fasi signi- 
fica oggettivamente rinunciare alle 
nostre aspirazioni nazionali; in 
primo luogo allo Stato, dato che il 
progetto non va oltre l’autonomia 
amministrativa o quella locale ril- 
anciata da Peres. La prima fase e’ 
chiara ma la seconda fase non 
sara’ che la richiesta ai palestinesi 
di essere piu’ elastici per dare il 
tempo necessario all'ebraicizza- 
zione del resto della Palestina. 

Davanti a questi fatti che non ven- 
gono nascosti dal l’America, padri- 
no della Conferenza, noi crediamo 


la mobilitazione e far fallire il com- 
plotto tramite la realizzazione dei 
seguenti punti: 

1) esprimere una posizione pales- 
tinese chiara per mantenere le ri- 
chieste nazionali per la risoluzione 
del conflitto arabo-israeliano, real- 
izzare il Ritorno, l'autodetermina- 
zione e la costituzione dello Stato 
indipendente con Gerusalemme 
capitale; realizzare il totale ritiro is- 
raeliano da tutti i territori occupati 
nel ’67. 

2) mantenere la formula della 
Conferenza Internazionale con il 
patrocinio deH'ONU e con la parte- 
cipazione dell’OLP come delega- 
zione indipendente. Tale Con- 
ferenza e' l'unica formula per ga- 
rantire la soluzione pacifica del 


7) il rifiuto delia Conferen- 
za Regionale non vuole essere 
uno slogan o una posizione separ- 
ata dallo slogan Tlntifada e’ il ful- 
cro dell’attività’ dell'OLP e la leva 
forte dei diritti nazionali del popolo 
palestinese*. 

8) la realizzazione di ciò' richiede 
una revisione generale del metodi 
di lavoro dell’OLP e delle sue or- 
ganizzazioni e delle relazioni tra 
gli organismi dell'OLP e le orga- 
nizzazioni popolari nel nostro 
paese, riformulando tali relazioni 
su basi democratiche. 

9) la riforma dell’OLP deve riflet- 
tersi positivamente su tutte le or- 
ganizzazioni popolari fuori e den- 
tro i territori occupati per permet- 
tere a tali organizzazioni di giocare 








un ruolo Importante per guidare la 
lotta del nostro popolo. 

10) qualsiasi riforma dell’OLP 
deve tenere in considerazione lo 
slogan ' l’Intifada e’ Il fulcro del no- 
stro lavoro*. 

11) la ricostruzione degli organis- 
mi dell’OLP nella diaspora e nei 
territori occupati devono essere 
trasformati in sistemi di lotta capa- 
ci di far fallire le aggressioni 
amerlcano-sioniste e reazionarie. 

12) la necessita’ che l'OLP svol- 
ga I suol compiti di lotta per af- 
frontare le sfide al nostro popolo 
In diverse zone, soprattutto In _ 
Kuwait e nei paesi dei Golfo e ^ 
lavorare per fermare l’emigra- 
zione sionista In Palestina. ... 

13) infine pensiamo ali'OLP j 
come ad uno strumento efficace 
contro il progetto americano, 
per questo bisognerà’ comin- 
ciare a riformare li Consiglio Na- 
zionale Palestinese e a riformu- 
iare la sua Costituzione per far 
rimanere in quest’organismo 
soltanto I veri combattenti che 
sono pronti a sacrificarsi per la 
liberazione delia Palestina 

Per questo noi proponiamo 
quanto segue: 

1) diminuire I membri del CNP es- 
cludendone I membri onorari. 

2) concentrare la rappresentanza 
sulla percentuale dell’organizza- 
zione politica e popolare. 

9 diminuire il numero del membri 
Indipendenti che non fanno parte 
degli organismi popolari e non 
fanno parte dei gruppi nazionali. 


gionieri, dal Consiglio delie Donne, 
dall' associazione dei Giornalisti 
arabi e da altre istituzioni pales- 
tinesi. 

Khashabiye, un’area del quartier 
generale di Khaiil (Hebron), misu- 
ra 30 metri quadrati dove stanno 
50-60 detenuti per periodi di 2 set- 
timane. Khaahambiye era una sta 
zione di polizia ed e' stata convert- 
ita in prigione dall'Inizio dell'lntifa- 
da con l'aggiunta di una porta di 


7$ >JI 



CONDIZIONI DI DETEN- 
ZIONE NELLE PRIGIONI 
ISRAELIANE 


ferro e la chiusura delle entrate 
con il cemento. I detenuti sono 
soggetti ad attacchi e umiliazioni. 
Secondo i racconti dei prigionieri 
ogni soldato che passa può’ aprire 
la porta e scegliere un prigioniero 
da picchiare, senza ragione. 

Un ex detenuto ha dato la se- 
guente testimonianza: *i giorni piu' 
brutti di detenzione sono quelli del 
primo periodo passato a Kha- 
shambiye, dove la ventilazione e' 
motto carente e nell’aria c’e' la 
puzza dei bagni intasati. Non pote- 
vo nemmeno andare al bagno per- 
ché’ avrei perso il mio poeto e 
sarei stato picchiato dai soldati*. 


ta' di Gerusalemme. 

Ai prigionieri di Daharlve, la mag- 
gior parte dei quali e’ minorenne, 
sono state negate le visite da 
aprile con la scusa della ristruttu- 
razione dei parlatori. 

I 6000 prigionieri ed oltre di Ansar 
III non possono ricevere visite per- 
che' il Negev e' area militare 
chiusa e si richiedono permessi 
speciali. I prigionieri chiedono che 
I permessi vengano emessi a titolo 
collettivo attraverso la Croce 
Rossa, ma le autorità' rifiutano 

- e Insistono a rilasciare per- 
messi individuali. 

La detenzione di palestinesi 
dei Territori Occupati nelle pri- 
gioni dentro Israele e' una chia- 
ra violazione delia quarta Con- 
venzione di Ginevra 
Il 10 marzo la Croce Rossa e’ 
stata informata ufficialmente 
che tutti I visitatori devono ric- 
evere permessi per attraver- 
sare la linea verde ed ha cosi’ 
emesso una dichiarazione 
stampa nella quale afferma che 
questa misura colpisce gra- 
vemente il suo ruolo di interme- 

- diario neutrale tra le famiglie 
dei detenuti e le autorità' is- 
raeliane. ha inoltre annunciato di 
non essere disposta a continuare 
ad organizzare le visite dentro la 
linea verde. Secondo la Croce 
Rossa la sospensione e’ stato l'in- 
cidente piu’ grave nell'organizza- 
zione delle visite delle famiglie ai 
prigionieri da quando queste sono 
iniziate nel 1968. 


19/9/91 LA RESISTENZA 
PALESTINESE MESSA IN 
PERICOLO IN LIBANO 


Le Organizzazioni palestinesi 
stanno continuando le proteste 
contro il peggioramento delie con- 
dizioni nelle carceri, compresa la 
mancanza di servizi sanitari. La 
conferenza stampa a questo ri- 
guardo e’ stata seguita da rap- 
presentanti delie famiglie dei pri- 


Da quando inizio' la guerra dei 
Golfo le visite alle prigioni sono 
state rese problematiche dalle 
autorità’, specialmente alle prigioni 
dentro la linea verde. 

A Meggiddo sono accettati visita- 
tori solo se hanno ia carta d'identi- 


II 1 Luglio l'Esercito Libanese ha 
iniziato l’offensiva contro ia resist- 
enza palestinese da Sidone. 
La posizione palestinese e’ stata 
quella di non impedire li dispie- 
gamento ma anche quella di non 
ritirarsi e neanche di consegnare 
le armi. Comunque e' stata ugual- 




mente trascinata in una battaglia 
che non voleva: 4 giorni di com- 
battimenti hanno portato alla 
morte di 50 persone e al ferimento 
di 170, per la maggior parte pales- 
tinesi. 

I morti erano per la gran parte 
combattenti mentre i feriti erano ci- 
vili colpiti dai cannoni montati sui 
carri armati libanesi. 

Piu’ di 300 palestinesi sono stati 
arrestati nell'area di Sidone e molti 
sono ancora detenuti. 

I combattimenti sono finiti con un 
accordo per cui i combattenti pa- 
lestinesi si sono ritirati nei due 
Campi dell’area di Sidone, con- 
segnando solo armi medie e pe- 
santi e conservando quelle leg- 
gere. 

Nello stesso tempo il governo li- 
banese si e’ impegnato a nego- 
ziare i diritti sociali e politici della 
comunità' palestinese in Libano. 
Appena conclusi gli scontri 
nell’area di Sidone, l'Esercito Li- 
banese ha ripetuto l’operazione a 
Tiro, circondando i tre Campi pro- 
fughi e, nonostante fossero state 
consegnate le armi medie e pe- 
santi, ha mantenuto l'assedio ai 
Campi. 

I palestinesi sono controllati e 
spesso hanno problemi all'entrata 
e all’uscita dai Campi, situazione 
che ricorda quella degli anni '60, 
quando i palestinesi vivevano 
sotto la costante sorveglianza dei 
Servizi Segreti o quando, in tempi 
piu’ recenti, le milizie di Amai bloc- 
cavano i Campi sulla scia del ritiro 
israeliano. 

Sono iniziati i colloqui tra due Min- 
istri libanesi e OLP/organizzazioni 
della resistenza palestinese che 
non definiscono pero’ garanzie per 
i 500000 palestinesi in Libano che 
negli anni passati sono stati sog- 
getti ad attacchi non solo da parte 
di Israele ma anche da parte della 
destra libanese. 

I loro diritti civili e sociali devono 
essere ancora definiti, mentre 
qualsiasi cosa riguardante i loro 
diritti politici - che comprendono 
quello di lottare per tornare nella 
loro terra - e' stata esclusa dal 


Ministro della Difesa libanese, che 
ha esaltato l’operazione dell’eser- 
cito a Sidone. 


Il governo libanese ha presentato 
il dispiegamento militare a Sidone 
e Tiro come un preludio della sua 



marcia su Jezzine (il principale 
avamposto israeliano e dell’Eser- 
cito del Libano del Sud, da cui Is- 
raele controlla il passaggio dalla 
Valle della Bekaa alla "fascia di 
sicurezza" occupata da Israele). 
Ma l'Esercito Libanese, che ha 
mobilitato 11000 uomini contro i 
combattenti palestinesi, non si e’ 
ancora diretto verso Jezzine. 

Il governo sta chiaramente aspet- 
tando un Intervento USA che gli 
eviti di scontrarsi con Israele che 
rifiuta categoricamente di ritirarsi 
sia da Jezzine che dalla "fascia di 
sicurezza". Piu' plausibile del ritiro 
israeliano e' un tentativo futuro 
degli USA di far approvare al Gov- 
erno libanese il reinsediamento 
dei palestinesi in Libano, che sig- 
nifica obbligarli a rinunciare al loro 
diritto al ritorno in Palestina. Ques- 
to potrebbe far parte dei molti 
retroscena delie discussioni sulla 
Conferenza Regionale. 

La lotta per il Sud del Libano si 
svolge comunque da parte della 
Resistenza libanese come si e' 
visto dagli attacchi quasi quotidiani 
agli occupanti israeliani e all'Eser- 
cito del Libano del Sud. 
Nell’escalation delle operazioni di 
resistenza sono stati uccisi nella 
prima meta’ di Luglio 4 sodati 


israeliani e l’Esercito del Libano 
del Sud ha avuto perdite anche 
piu' pesanti. 

I bombardamenti israeliani dei vil- 
laggi del Libano meridionale conti- 
nuano e il 24 Luglio l’Aviazione is- 
raeliana ha attaccato vicino Da- 
rri our, a sole 9 miglia da Beirut. 
E' difficile capire che tipo di sov- 
ranità' reale sia stata stabilita dal 
dispiegamento militare dell’Eserci- 
to Libanese. 

Democratic Palestine, 

Agosto ’91 


DAL COMUNICATO N. 73 
DEL COMANDO NAZION- 
ALE UNIFICATO DELL’ITI- 
FADA/OLP NELLO STATO 
DI PALESTINA, 1 AGOSTO 


(brano mancante ....) egiziano 
tramite la proposta di rimuovere il 
boicottaggio economico arabo ad 
Israele in cambio della cessazione 
della costruzione degli inse- 
diamenti; condanniamo anche 
l’approvazione di questa proposta 
da parte di alcuni Stati arabi filo- 
americani. 

Consideriamo questa proposta 
una cospirazione volta a normaliz- 
zare le relazioni tra gli Stati arabi e 
Israele in cambio dell'usurpazione 
del diritti palestinesi. 

Il CNU denuncia la posizione 
degli Stati arabi che hanno appro- 
vato quella miserabile conferenza 
che esclude l’OLP e non risponde 
ai nostri legittimi diritti come popo- 
lo. Consideriamo questo un ten- 
tativo di isolare il conflitto arabo-is- 
raeliano dalia sua essenza, la 
causa palestinese, e di trasformar- 
lo In una mera disputa di frontiere 
tra i paesi arabi e l’entità' sioni- 
sta. In questo contesto il memo- 
randum di intesa tra gli USA e I- 
sraeie sulla rappresentanza pales- 
tinese, l’insistenza israeliana 
sull’eternità' dell’annessione delle 
colline dei Golan e sulla costru- 
zione di nuove colonie la e il 


nuovo piano israeliano per i terri- 
tori occupati non sono che nuove 
prove dell’estinta’ israelo- ameri- 
cana verso i diritti arabi e pales- 
tinesi. 

Il CNU condanna le minacce con- 
tinue USA-NATO di attaccare 
l’Iraq e i tentativi di annichilire 
questo paese arabo 3ia fisi- 
camente che spiritualmente. 

A questo proposito chiamiamo le 
masse arabe a sollevarsi contro i 
regimi arabi che stanno appoggi- 
ando questa cospirazione. 

Il CNU si congratula con il popolo 
eritreo per aver raggiunto l’indi- 
pendenza nazionale. 

Il CNU apprezza gli sforzi del 
Comitato preparatorio per formare 
un nuovo Consiglio Nazionale Pa- 
lestinese basato sull’aumento 
della partecipazione delle masse, 
delle organizzazioni e istituzioni 
palestinesi... 


Democrstic Palestine 

Agosto ’91 


SCIOPERI NELLE PRIGIO- 
NI SION ISTE 

La lotta dei 17000 palestinesi at- 
tualmente imprigionati nelle carce- 
ri sloniste ha avuto recentemente 
un escalation, in particolare prò 
testano contro le niiisure re- 
pressive rafforzate durante e dopo 
la guerra del Golfo. L’appello 
emesso dai prigionieri di Asqalon 
quando hanno iniziato lo sciopero 
delle visite il 6/5/91 da’ un auadro 
del peggioramento deile condizio- 
ni. 

Dato che, circa 40000 palestihesi 
passano ogni anno nelle prigioni e 
nei centri di detenzione israeliani, 
la lotta dei prigionieri e’ insepar- 
abile dalli ntifada. 

Sulla scia delia guerra dei Golfo la 
solidarietà’ con i prigionieri politici 
e’ stata uno degli obiettivi principa- 
li delle attività' del movimento po- 
polare con avvocati palestinesi, 
parenti, comitati deile donne e altri 
che hanno organizzato numerosi 


sit-in, conferenze stampa ecc. 
Il 23 giugno i 280 prigionieri politici 
a Nafha, nel deserto come Ansar 
III, hanno Iniziato uno sciopero 
della fame per protestare contro la 
mancanza di assistenza medica. 
Sono stati immediatamente affian- 
cati dai prigionieri di Asqalan, 
Ramleh, Hebron, Ansar Ili, la pri- 
gione centrale di Nablus, Tulka- 
rem, Jenin, Kfar Youna e altre pri- 
gioni. In tutto hanno preso parte 
alla protesta 15000 detenuti. 
Solo dopo 16 giorni di sciopero 
deila fame le autorità' carcerarie 
hanno cominciato a fare qualche 
concessione tra cui migliori cure 
mediche, estensione del tempo 
delle visite, aumento del cibo, il 
permesso di ricevere giornali e 
libri ecc. 

Il problema delle visite resta per 
quel prigionieri dei territori occupa- 
ti detenuti nelle carceri dentro i ter- 
ritori occupati nel '48 (Israele). 

Democratic Palestine 

Agosto '91 



Padova, lettera dal carcere 2 Palazzi 

FARE PER DIRE 


Ci rivolgiamo al compagni, al movimento, alle varie differenze che si sono messe in rete. 


In questo scorcio di fine secolo abbiamo verificato come le stragi che i movimenti hanno definito 
di stato: da Piazza Fontana a Piazza della Loggia all’ltalicus non hanno mandanti ne’ esecutori. 
L’aereo a Ustica non e’ stato abbattuto dalle truppe di occupazione USA. La Gladio non era 
un'accolita di anticomunisti assassini avvezzi a fare di tutto (su direttive NATO) per bloccare 
l'insubordinazione sociale nel nostro Paese. I fascisti non sono responsabili di nulla, la Falange 
Armata non e’ certo costituita da frange di carabinieri mescolate a nazisti. Il ricostituirsi di un polo 
nazista attorno ai personaggi fino a ieri implicati nelle stragi: Freda, Facchini, Sisti ecc. non esiste. 
Gli attacchi ai Centri Sociali, l’omicidio del compagno Auro, i nazi-skean che anche da noi, 
seguendo l’esempio tedesco, attaccano gli immigrati, i diversi, etc.., sono tutte invenzioni. 


La guerra che ha visto alla prova il Nuovo Ordine Mondiale sotto II monopolio USA era da fare, 
e altre ne saranno fatte, perche' si vuole la pace, quella dei cimiteri. 


Boicottare Israele, il Sudafrica, il Salvador etc.. e’ invece un reato perche’ il commercio e’ sacro 
e l'essere contro l'apartheid, va inteso come un concetto filosofico. Lottare contro il nucleare, le 
produzioni di armi e comunque nocive e di morte, quali la chimica, non e’ giusto anche se il 
movimento ha ottenuto delle vittorie (vedi Montalto di Castro etc..). 

Alle donne va impedito l’aborto e il 7 8 novembre va santificata a Roma lafirma del Nuovo T rattato 
NATOeil 12 ottobre 1991 va festeggiato il VCentenario dell'inizio del massacro da parte europea 
dei popoli delle Americhe. Con l'est vanno fatti affari, i profughi vanno invece concentrati negli 
stadi e massacrati seguendo l’esempio cileno. 

La legge Martelli va Invece bene per avere un esercito di lavoratori stranieri clandestini da 
sfruttare, concedendo il visto a quelli che servono come regolari. Ma la liberta' di andare dove si 
vuole non e' un diritto di tutti? 


La legge Russo lervolino e’ invece utile all’Interno della società’ disciplinare per carcerizzare 
scelte individuali (qual’e’ il farsi'). 

I processi lo stato li fa a chi occupa case, si autoriduce l’affitto, si autorganlzza nei posti di lavoro 
(vedi il licenziamento per i lavoratori della Pinacoteca Brera), nel territorio, nelle scuole, all’Univer- 
sità’, nei centri sociali e lotta assieme agli immigrati come nell’agosto 1990 a Padova, Bologna, 
Brescia. A chi e’ insomma antagonista e/o sovversivo. 

Compagni, e' la nostra vita interna ai movimenti a parlare per noi. Lo stato ci accusa di 
fabbricazione, porto e detenzione di materiale esplosivo. Questo ci riguardaselo come sofferenza 
e galera che ci hanno imposto. 

Per quello che ci e’ possibile la lotta continua anche all'interno della galera in cui ci hanno 
rinchiuso. 


PRATICHIAMO L'UTOPIA 
A PUGNO CHIUSO 

Celeste e Roberto